Lo sapevi che…?

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Le rivelazioni di Wikileaks: «Berlusconi inetto e incapace, portavoce di Putin»
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I nomi tra gli evasori gli stilisti Valentino e Balestra, il gioielliere Bulgari, Stefania e Amanda Sandrelli.

Spuntano i nomi dei primi indagati, oltre 700, iscritti nel registro dalla Procura di Roma nell’ambito delle indagini sulla cosiddetta ”lista Falciani”, un elenco di vip italiani con i capitali in Svizzera stilata dall’omonimo ex dipendente della banca Hsbc in possesso del file.
Tra gli indagati spiccano i nomi degli stilisti Valentino e Renato Balestra, dell’attrice Stefania Sandrelli e del gioielliere Gianni Bulgari, secondo quanto riferiscono questa mattina alcuni quotidiani.
Nella lista, per gli stilisti, anche Giuseppe Lancetti e Sandro Ferrone. Tra le attrici e soubrette Stefania e Amanda Sandrelli (che avendo usufruito dello ‘scudo’ fiscale non dovrebbe essere piu’ perseguibile) o Elisabetta Gregoraci.
Tra gli imprenditori, poi, ecco il nome del presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, o societa’ come Telespazio, colosso specializzato in armamenti e sistemi di difesa.
Molti dei vip smentiscono e minacciano querele.


Wikileaks: l’insabbiamento delle indagini sul caso Calipari

Le ultime rivelazioni di Wikileaks getterebbero ombre sul caso della morte di Nicola Calipari avvenuta a Baghdad il 4 marzo 2005 per mano di soldati statunitensi, nelle fasi successive alla liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.

Stando ai file in mano a Wikileaks, l’ambasciatore Usa a Roma, Mel Sembler, l giorno dopo aver discusso a Palazzo Chigi il rapporto italiano sulla vicenda con l’allora ministro degli esteri Gianfranco Fini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il capo del Sismi Niccolò Pollari – riporta il Corriere – avrebbe annotato:

‘Il governo italiano bloccherà i tentativi delle commissioni parlamentari di aprire indagini’

 

Wikileaks e il vaticano.

 

Nuovi documenti di Wikileaks diffusi venerdì sera riguardano il Vaticano e le relazioni dell’ambasciata degli Stati Uniti in Vaticano. Vi si raccontano molte cose, tra cui le seguenti.

- il Vaticano faceva sapere nel 2004 che le parole del futuro papa Ratzinger contro l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea erano “opinioni personali” e “non riflettono la visione della Santa Sede”

- l’ambasciata statunitense in Vaticano nel 2001 auspicava un ruolo meno controproducente del Vaticano nella questione palestinese

- la missione Vaticana alle Nazioni Unite faceva nel 2009 intensa attività di lobbying sui propri interessi religiosi

- le indagini sulla pedofilia in Irlanda sono state viste in Vaticano come un’offesa alla sovranità nazionale vaticana. Il cardinal Bertone ha chiesto all’ambasciata irlandese che le richieste dell’indagine arrivassero attraverso i canali diplomatici

- nel 2009 l’ambasciata americana in Vaticano riferiva di una serie di fallimenti di comunicazione da parte della Santa Sede: le sue fonti definivano il cardinal Bertone come uno che “si distingue per la sua assenza” nella gestione delle crisi (si sottolineano le gaffes e gli incidenti su Olocausto e antisemitismo), e responsabile di una crescita del “disordine”. Ma l’incaricata d’affari Julieta Valls Noyes ci aggiungeva del suo, chiamando queste opinioni “sottovalutazioni” e segnalando come Bertone sbagliasse il nome del cardinale Lefebvre, non conoscesse le lingue e accusasse i giornali di inventare i problemi. Inoltre era criticata la ristrettezza della cerchia dei consiglieri del Papa, “omogenea generazionalmente e geograficamente”: tutti ultrasettantenni incapaci di comprendere le moderne tecnologie e l’informazione. Sono “italocentrici” e parlano in gerghi loro che nessuno capisce. È segnalata “l’anomalia” di padre Lombardi che usa il Blackberry ed è più attento al mondo, ma non se lo fila nessuno


BERLUSCONI: Dopo Mediaset, buona parte della RAI, giornali di proprietà, Mondadori ecc. ecc. vorrebbe mettere le mani anche su INTERNET decidedo lui che cosa va bene o non va bene pubblicare. Da
http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5133 articolo di approfondomento:

Il decreto Romani, definito anche “censura-Internet”, viola esplicitamente due Direttive e rappresenta un pericoloso precedente, all’interno dell’Unione Europa, che mira a bloccare lo sviluppo della società dell’informazione nonché a gettare sulle spalle degli intermediari un obbligo generale di controllo e l’onere della censura preventiva sui contenuti generati dagli utenti.

Il cosiddetto decreto Romani avrebbe dovuto implementare in Italia la Direttiva 2007/65/CE concernente l’esercizio delle attività televisive. In fase di trasposizione, tuttavia, sono stati inseriti una serie di articoli che vanno oltre la portata della direttiva, che ne violano lo spirito, e che inoltre violano la Direttiva sul commercio elettronico 2000/31/CE.

Il decreto, che potrebbe essere definitivamente approvato già il 4 febbraio, stabilisce che coloro che erogano servizi “anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale” (art. 4.1 (a) ) devono richiedere un’autorizzazione al governo. Appare già da qui evidente la contraddizione con lo spirito della direttiva da implementare, che al considerando 16 dichiara che NON dovrebbero essere considerati servizi audiovisivi

i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse

Si tratta di un considerando ovvio ed essenziale sia per la compatibilità con il quadro legale europeo sia per non compromettere lo sviluppo della società dell’informazione. Se una piattaforma che ospita video, oppure un videoblog, dovesse soddisfare gli enormi obblighi burocratici e le spese per avere un’autorizzazione all’attività come fosse un’emittente televisiva classica, sarebbe messa nella condizione di non poter più operare. Il decreto tratta le piattaforme di video-sharing come se fossero delle televisioni con un controllo editoriale preventivo, senza tener conto che il 99% dei contenuti circolanti in Internet sono generati da privati cittadini.

Inoltre, essendo l’accesso a Internet uno strumento chiave per l’esercizio delle libertà fondamentali, come stabilito legislativamente dall’Unione Europea (art. 1.3a direttiva quadro del Telecoms Package), sottoporre piattaforme o comunque siti in cui il contenuto video è predominante ad un obbligo di autorizzazione generale pone serie questioni in merito alla libertà di espressione. Infine, una tale disposizione appare in contrasto con l’art. 4 della Direttiva 2000/31/CE:

Principio dell’assenza di autorizzazione preventiva
1. Gli Stati membri garantiscono che l’accesso all’attività di un prestatore di un servizio della società dell’informazione ed il suo esercizio non siano soggetti ad autorizzazione preventiva o ad altri requisiti di effetto equivalente.

Il decreto prosegue imponendo, de facto, agli operatori di monitorare tutto ciò che viene immesso nelle piattaforme al fine di rimuovere preventivamente eventuale materiale video illegale e/o di farlo a seguito di una segnalazione di un’autorità regolatoria (articolo 6), e prevede multe e sanzioni penali per coloro che non opereranno in questo senso. Impone cioè anche un obbligo generale di sorveglianza che rappresenta un peso burocratico enorme ma che soprattutto è tecnicamente impossibile da implementare: piattaforme come YouTube, Flickr, Daily Motion, Vimeo ecc. non potrebbero operare in Italia.

Il legislatore europeo, ben conscio di come un obbligo generale di sorveglianza per gli intermediari e una responsabilità sui contenuti degli utenti significherebbe la fine dell’Internet che conosciamo con la conseguente catastrofe per la società dell’informazione e quindi del mercato interno europeo, fin dal 2000 ha tutelato gli intermediari (ISPs, host, caching) stessi grazie alla direttiva sul commercio elettronico già citata, la quale stabilisce agli articoli 14 e 15:

Articolo 14 “Hosting”

1. Gli Stati membri provvedono affinché, nella prestazione di un servizio della società dell’informazione consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non sia responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore:

a) non sia effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illegalità dell’attività o dell’informazione, o

b) non appena al corrente di tali fatti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso.

2. Il paragrafo 1 non si applica se il destinatario del servizio agisce sotto l’autorità o il controllo del prestatore.

3. Il presente articolo lascia impregiudicata la possibilità, per un organo giurisdizionale o un’autorità amministrativa, in conformità agli ordinamenti giuridici degli Stati membri, di esigere che il prestatore ponga fine ad una violazione o la impedisca nonché la possibilità, per gli Stati membri, di definire procedure per la rimozione delle informazioni o la disabilitazione dell’accesso alle medesime.

Articolo 15

Assenza dell’obbligo generale di sorveglianza

1. Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 12, 13 e 14, gli Stati membri non impongono ai prestatori un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono o memorizzano né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite.

2. Gli Stati membri possono stabilire che i prestatori di servizi della società dell’informazione siano tenuti ad informare senza indugio la pubblica autorità competente di presunte attività o informazioni illecite dei destinatari dei loro servizi o a comunicare alle autorità competenti, a loro richiesta, informazioni che consentano l’identificazione dei destinatari dei loro servizi con cui hanno accordi di memorizzazione dei dati.

In sostanza, la legislazione europea prevede che i contenuti (video o di altro tipo) debbano essere rimossi dopo la loro pubblicazione e solo nel caso in cui l’autorità giudiziaria dovesse stabilire che essi sono illegali [EDIT: mi fanno giustamente notare che la frase non è corretta, in quanto per l'Acquis dell'Unione la rimozione di un contenuto può essere ordinata anche da un'autorità amministrativa, nda].

Delegare, come vorrebbe il decreto, ad un’autorità regolatoria e/o all’intermediario stesso lo stabilire cosa è illegale e cosa è legale appare essere una porta spalancata alla censura e una chiara violazione del principio di separazione dei poteri, uno dei fondamenti essenziali di ogni democrazia.

“Questo decreto può rappresentare un serio ostacolo per la libertà d’espressione, perché esso potrebbe colpire e porre nell’impossibilità di operare quei blog che si stanno sempre più orientando verso i video, quali quelli utilizzati da Scorza, Grillo, Travaglio e tanti, tanti altri” ha dichiarato Luigi Di Liberto, coordinatore del Movimento ScambioEtico, aggiungendo che “La diffusione virale dei contenuti video rappresenta un pericolo per il sistema di potere che confeziona le informazioni “impacchettandole” con le etichette che preferisce, al di là del reale contenuto che spesso nasconde o peggio stravolge”.

Un rappresentante della Commissione Europea ha dichiarato che sarà aperta una procedura di infrazione contro l’Italia (la direttiva 2007/65/CE avrebbe dovuto essere trasposta entro il 19 dicembre 2009 con relativa notifica alla Commissione) e ha sottolineato chiaramente che le piattaforme di video sharing non soddisfano la definizione di un servizio audiovisivo e pertanto, fintanto che esse non operano scelte editoriali, non devono ricadere sotto la legislazione nazionale. Ha inoltre confermato che il decreto è in palese violazione della direttiva sul commercio elettronico.

 

PER VOSTRA CONOSCENZA VI FORNIAMO L’UNICO ELENCO ESISTENTE DI ENTI INUTILI CHE PERCIPISCONO, A VARIO TITOLO,  CONTRIBUTI STATALI. CERTAMENTE ALCUNI POTRANNO ALBERGARE IN QUESTO ELENCO SENSA VALIDI MOTIVI MA, VI GARANTISCO, SONO VERAMENTE POCHI.

 


L’ELENCO COMPRENDE BEN 232 VOCI.
Ecco di seguito l’elenco: 1) Fondazione Alcide de Gasperi; 2) CIME Consiglio Italiano per il Movimento Europeo; 3) Centro Studi Americani; 4)Associazione giovanile musicale AGIMUS; 5) Ente Nazionale Assistenza Magistrale E.N.A.M.; 6) Fondazione «Guido d’Arezzo»; 7) Fondazione italiana per la musica antica; 8) Centro italiano di ricerche aerospaziali CIRA SpA; 9) Istituto italiano di studi germanici; 10) Ente geopantologico di Pietraroia; 11) Parco geominerario; 12) Riserva naturale dello stato Isola di Vivara; 13) Associazione italiana combattenti e reduci; 14) Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna; 15) Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini. 16) Federazione italiana volontari della libertà; 17) Associazione dei Cavalieri italiani del sovrano militare Ordine di Malta; 18) Associazione nazionale «Nastro Verde»; 19) Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania; 20) Comitato Nazionale per il centenario della nascita di Cesare Pavese; 21) Comitato Nazionale un secolo di Fumetto Italiano; 22) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Guglielmo Massaja; 23) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bimillenario della nascita di Vespasiano; 24) Comitato Nazionale per le celebrazioni del millenario della Basilica di Torcello; 25) Comitato Nazionale «I Trattati di Roma»; 26) Comitato Nazionale per le celebrazioni del quartocentenario della morte di Alberico Gentili. 27) Comitato Nazionale per le celebrazioni del 550° anniversario della nascita di Bernardino di Betto detto il Pinturicchio; 28) Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Mario Soldati 29) Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario di Casa Ricordi; 30) Comitato Nazionale le «Autonomie Locali». 31) Allegorein; 32) Accademia Medica di Roma. 33) Accademia Angelica Costantiniana; 34) Accademia Nazionale di Agricoltura 35) Accademia Filarmonica di Bologna; 36) Associazione Naz. Funzionari Direttivi; 37) Associazione per la Riforma dello Stato; 38) Associazione Romana Amici della Musica – ARAM; 39) Associazione Fondo Alberto Moravia; 40) Associazione Liberi Scrittori Italiani; 41) Associazione Don Giuseppe De Luca – Roma; 42) Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta; 43) Centro Italiano di Ricerche e Informazione, ecc. – CIRIEC; 44) Centro per la Cultura d’Impresa; 45) Centro di Iniziativa e Ricerca sul sistema – CIRSES. 46) Fondazione Bettino Craxi; 47) Fondazione Guido D’Arezzo; 48) Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; 49) Fondazione Nazionale Carlo Collodi – Pescia; 50) Fondazione Ugo Spirito – Roma; 51) Istituto Accademico di Roma; 52) Istituto di Studi Filosofici; 53) Istituto Naz. Tostiano. 54) Istituto di Storia e Arte del Lazio Meridionale Bibl. GM Longhi; 55) Istituto Domus Mazziniana – Pisa; 56) Istituto Internazionale di Storia Economica Francesco Datini – Prato; 57) Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea – Roma; 58) Istituto Domus Galilaeana – Pisa; 59) Società Tarquiniense di Arte e Storia; 60) Società Storia Patria Puglie. 61) Società Reggiana Studi Storici; 62) Società Dalmata Storia Patria; 63) Società nazionale di scienze e lettere ed arti – Napoli; 64) Unione Giuristi Cattolici Italiani; 65) Unione internazionale degli Istituti di archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma; 66) Accademia degli Incamminati – Modigliana; 67) Accademia dei Concordi – Rovigo; 69) Accademia dei Fisiocritici Siena; 70) Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna – Bologna. 71) Accademia delle Scienze di Ferrara – Ferrara; 72) Accademia delle Scienze di Torino – Torino; 73) Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria – Roma; 74) Accademia di Studi Italo – Tedeschi – Merano; 75) Accademia Etrusca di Cortona; 76) Accademia delle Arti e del Disegno – Firenze. 77) Accademia Galilaeana di Scienze Lettere ed Arti in Padova – Padova; 78) Accademia Italiana della Cucina Milano; 79) Accademia Italiana di Scienze Forestali – Firenze; 80) Accademia Lancisiana – Roma ; 81) Accademia Ligure di Scienze e Lettere – Genova; 82) Accademia Lucchese di Scienze lettere Arti – Lucca; 83) Accademia Marchigiana di Scienze Lettere e Arti – Ancona; 84) Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL – Roma. 85) Accademia Nazionale di San Luca – Roma; 86) Accademia Nazionale di Scienze lettere e Arti di Modena – Modena; 87) Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Palermo – Palermo; 88) Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti – Mantova; 89) Accademia Olimpica – Vicenza; 90) Accademia Properziana del Subasio – Assisi; 91) Accademia Pugliese delle Scienze – Bari. 92) Accademia Raffaello – Urbino; 93) Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze Arezzo; 94) Accademia Toscana di Scienze e Lettere «La Colombaria» – Firenze; 95) Associazione Centro Studi Feliciano Rossitto Ragusa; 96) Associazione «Roma nel Rinascimento» – Roma; 97) Associazione Malacologica Internazionale – A.M.I. – Roma; 98) Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno D’Italia – Roma. 99) Associazione per l’Economia della Cultura – Roma; 100) Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere ed Arti – ONLUS – Brescia; 101) Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo – Bergamo; 102) Ateneo Veneto – Venezia; 103) Biblia – ONLUS – Settimello; 104) Centro «Pio Rajana» Centro di Studi per la Ricerca Letteraria Linguistica e Filologica – Roma; 105) Centro Camuno di Studi Preistorici – Capo di Ponte; 106) Centro di Cultura di Storia Amalfitana – Amalfi. 107) Centro di Iniziativa Giuridica «Piero Calamandrei» – Roma; 108) Centro di Studi sulla Cultura e l’immagine di Roma – Roma; 109) Centro Internazionale di Etnostoria – Palermo; 110) Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevo – Accademia Tudertina Todi; 111) Centro Studi sul Classicismo – San Gimignano; 112) Centro Internazionale di Studi Rosminiani – Stresa; 113) Centro Internazionale per lo Studio dei Papiri Ercolanesi – Napoli; 114) Centro Nazionale di Studi Leopardiani – Recanati; 115) Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per i Medio Oriente e l’Asia – Torino. 116) Centro Studi Piero Gobetti – Torino; 117) Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali ONLUS – Ravello; 118) Ente Nazionale Giovanni Boccaccio – Firenze; 119) Essmoi – Fondazione Giuseppe Emanuele e Vera Modigliani (Ente per la Storia del Socialismo e del Movimento Operaio Italiano) – Roma; 120) Fondazione Domus Galilaeana – Pisa; 121) Fondazione «Casa di Oriani» – Ravenna. 122) Fondazione Casa Buonarroti – Firenze; 123) Fondazione «Biblioteca Benedetto Croce» – Napoli; 124) Fondazione Centro Internazionale di Studi di Architettura «Andrea Palladio» – Vicenza; 125) Fondazione «Centro Studi Filosofici di Gallarate» – Padova; 126) Fondazione «Remo Orseri per la Collaborazione Culturale fra i Popoli» – Roma; 127) Fondazione Accademia Musicale Chigiana – Siena; 128) Fondazione Adriano Olivetti – Roma. 129) Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico – Roma; 130) Fondazione Arena di Verona; 131) Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori – Milano; 132) Fondazione Artistica Poldi Pezzoli – ONLUS – Milano; 133) Fondazione Biblioteca Archivio Luigi Micheletti – Brescia; 134) Fondazione Carlo Donat-Cattin – Torino; 135) Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – C.D.E.C. – ONLUS – Milano. 136) Fondazione Centro Nazionale di Studi Manzoniani – Milano. 137) Fondazione «Centro Sperimentale di Cinematografia» (così modificata la denominazione della Fondazione Scuola nazionale di cinema con D.Lgs.22-1-2004, n.32); 138) Fondazione Centro Studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo – San Miniato; 139) Fondazione Civico Museo Biblioteca Attore Teatro Stabile di Genova – Genova; 140) Fondazione Claudio Monteverdi – Cremona; 141) Fondazione di Ricerca Istituto Carlo Cattaneo – Bologna; 142) Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi – Firenze; 143) Fondazione Ezio Franceschini – ONLUS – Firenze. 144) Fondazione «Festival dei Due Mondi di Spoleto»; 145) Fondazione Giacomo Brodolini – Roma; 146) ondazione Giangiacomo Feltrinelli – Milano; 147) Fondazione Gioacchino Rossini – Pesaro; 148) Fondazione Giorgio Cini – Venezia; 149) Fondazione Giulio Pastore – Roma; 150) Fondazione «Il Vittoriale degli Italiani» – Gardone Riviera; 151) Fondazione Ing. Carlo Maurilio Lerici – Roma. 152) Fondazione Istituto Gramsci – ONLUS – Roma; 153) Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico – Roma; 154) Fondazione Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento – Firenze; 155) Fondazione Istituto Nazionale di Studi Verdiani – Parma; 156) Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci – Torino; 157) Fondazione Istituto Storico «Giuseppe Siotto» – Cagliari; 158) Fondazione Istituto Italiano per la Storia della Musica – Roma. 159) Fondazione «La Triennale di Milano» – Milano; 160) Fondazione «La Quadriennale di Roma» – Roma; 161) Fondazione Lelio e Lisli Basso – Issoco – Roma, 162) Fondazione «Liberal» – Roma; 163) Fondazione Lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari (costituita con L.11-11-2003, n. 310); 164) Fondazione Luigi Einaudi – Torino; 165) Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica ed Economia – Roma; 166) Fondazione Museo Stibbert – ONLUS – Firenze. 167) Fondazione Napoli Novantanove – ONLUS – Napoli; 168) Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII – Bologna; 169) Fondazione Palazzo Coronini Cronberg – Gorizia; 170) Fondazione Pietro Nenni – Roma; 171) Fondazione Rosselli – Torino; 172) Fondazione Scientifica Querini Stampalia – ONLUS – Venezia; 173) Fondazione Spadolini Nuova Antologia – Firenze; 174) Fondazione Stauros Italiana – San Gabriele -Isola Abruzzo del Gran Sasso; 175) Fondazione Studi Storici Filippo Turati – ONLUS – Firenze; 176) Fondazione Ugo da Como – Lonato. 177) Fondazione Ugo e Olga Levi Centro di Cultura Musicale Superiore ONLUS – Venezia; 178) Fondazione Università Internazionale dell’Arte – U.I.A. – Firenze; 179) Fondazione Valentino Bucchi – Roma; 180) Fondazione Verga – Catania; 181) Gabinetto Scientifico Letterario «G.P. Vieusseux» – Firenze. 182) Giunta Centrale per gli Studi Storici – Roma; 183) Istituto Abbatia Sancte Marie de Morimundo; 184) Istituto Alcide Cervi – Reggio Emilia; 185) Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo – Roma; 186) Istituto di Studi Storici Postali – Prato; 187) Istituto e Museo di Storia della Scienza – Firenze; 188) Istituto Internazionale di Studi Liguri – Bordighera; 189) Istituto Internazionale Jacques Maritain – Roma; 190) Istituto Italiano di Numismatica – Roma; 191) Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria – Firenze. 192) Istituto Italiano di Studi Storici – Napoli; 193) Istituto Italiano per la Storia Antica – Roma; 194) Istituto Lombardo – Accademia di Scienze e Lettere – Milano; 195) Istituto Luigi Sturzo – Roma; 196) Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte – Roma. 197) Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici – Firenze; 198) Istituto Nazionale di Studi Romani – ONLUS – Roma; 199) Istituto Nazionale di Urbanistica – Roma; 200) Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia – Milano; 201) Istituto per la Scienza dell’Amministrazione Pubblica – I.S.A.P. – Milano; 202) Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Roma; 203) Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda – ONLUS – Milano; 204) Istituto per la Storia dell’Azione Cattolica e del Movimento Cattolico in Italia «Paolo VI» – Roma. 205) Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia – Taranto; 206) Istituto per le Ricerche di Storia Sociale e Religiosa – ONLUS – Vicenza; 207) Istituto Storico Italiano per il Medioevo – Roma; 208) Istituto Storico Lucchese – Lucca; 209) Istituto Veneto Accademia di Scienze Lettere ed Arti – Venezia; 210) Opera di Dante – Ravenna; 211) Osservatorio Parlamentare – Roma. 212) Pro Civitate Christiana – Assisi; 213) Scuola Archeologica Italiana di Atene – Roma; 214) Società Chimica Italiana – Roma; 215) Società Dantesca Italiana – Firenze; 216) Società di Studi Valdesi – Torre Pellice; 217) Società Entomologica Italiana – Genova; 218) Società Europea di Cultura – S.E.C.I. – Venezia; 219) Società Filologica Friulana – Udine; 220) Società Geografica Italiana – Roma; 221) Società Internazionale di Studi Francescani – Assisi; 222) Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (S.I.S.M.E.L.) – ONLUS – Impruneta; 223) Società Italiana di Statistica – Roma; 224) Società Italiana per il Progresso delle Scienze – Roma; 225) Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente – Milano; 226) Unione Accademica Nazionale – Roma. 227) Opera nazionale «Montessori» – Roma; 228) Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo; 229) Casa Militare Umberto I; 230) Fondazione museo internazionale delle ceramiche di Faenza – MIC. 231) Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia «L. da Vinci»; 232) Centro internazionale di radiocomunicazioni mediche (CIRM), istituito con decreto ministeriale 16 febbraio 1935, n. 16.

C O M M E R C I O  L E T A L E

Come un Paese abolizionista collabora alla pratica della pena di morte negli Stati Uniti
a cura di Nessuno tocchi Caino e Reprieve

Roma, 1 dicembre 2010

INIEZIONE LETALE NEGLI STATI UNITI CON IL PENTOTAL PRODOTTO IN ITALIA E NEL REGNO UNITO

La penuria di Pentotal in USA
Il Sodio Tiopentale, noto anche come Pentotal, è il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati USA: nei protocolli con tre farmaci costituisce il primo passaggio, mentre nei nuovi protocolli basati su un unico farmaco è proprio quello previsto.
Nella seconda metà del 2010, a causa della mancanza degli ingredienti base del farmaco, la Hospira Inc., che ha sede in Illinois ed è l’unica casa farmaceutica a produrre il Pentotal negli Stati Uniti, ha annunciato che non sarebbe stata in grado di tornare a distribuirlo prima di gennaio-marzo 2011. Alcuni Stati sono stati così costretti a sospendere o a rinviare le esecuzioni per la mancanza assoluta di Pentotal o per l’imminente data di scadenza del farmaco.
Già dall’inizio dell’anno, l’Ohio ha stabilito il calendario delle esecuzioni proprio basandosi sulla difficoltà a reperire il Pentotal.
Il 25 agosto 2010, il Kentucky ha reso noto di avere in magazzino solo 9,5 grammi del farmaco. Questo ha indotto il governatore democratico Steve Beshear, dopo che i funzionari penitenziari non hanno trovato altro Pentotal né sul mercato né in prestito da altri Stati, a firmare solo uno dei 3 mandati di esecuzione che gli erano stati sottoposti, e a disporre un rinvio per gli altri due. I funzionari del Kentucky hanno inoltre raccontato che mentre loro stessi contattavano altri Stati alla ricerca di Pentotal, altri Stati avevano contattato loro per lo stesso problema.
In Missouri sono slittate tutte le esecuzioni perché il Pentotal scade a gennaio 2011 e altro non se ne trova.
In California è successo qualcosa di inimmaginabile fino a poco tempo fa. Il 30 settembre 2010, il giudice federale Jeremy Fogel ha concesso ad Albert Greenwood Brown, un nero di 56 anni, un rinvio dell’esecuzione di soli due giorni, sufficienti però a superare il 1° ottobre, data di scadenza dell’unica dose di Sodio Tiopentale a disposizione del boia californiano.
Il 19 novembre 2010, in mancanza del Pentotal, il giudice federale Stephen P. Friot ha autorizzato lo Stato dell’Oklahoma a ricorrere a un potentissimo barbiturico, il Pentobarbital, noto per essere usato dai veterinari per uccidere cavalli azzoppati o animali malati in stato terminale. Il 14 ottobre, un condannato a morte era stato giustiziato in Oklahoma con una dose di Pentotal prestata dal vicino Arkansas.
L’unico a non avere problemi col Pentotal, almeno fino a marzo 2011, sembra essere il Texas, campione americano di pena di morte. L’Attorney General texano ha stabilito che deve essere resa pubblica la fonte di approvvigionamento dei farmaci usati nella procedura dell’iniezione letale. Da quanto è stato riportato, il Texas ha quantità sufficienti di Pentotal per 39 esecuzioni, ma il farmaco scade a marzo 2011.

Approvvigionamento all’estero

La penuria di Pentotal su tutto il territorio nazionale ha indotto molti Stati americani ad approvvigionarsi all’estero.

In un memorandum datato 30 settembre 2010, è documentato che il Department of Correction del Tennesse ha ordinato un quantitativo di Pentotal proveniente da un fornitore estero, probabilmente britannico. Il 2 novembre 2010, Reprieve, un’organizzazione umanitaria che si batte contro la pena capitale e la tortura in tutto il mondo, ha reso pubblico il contratto di vendita (Allegato 1), che prevede l’acquisto di 40 grammi di Sodio Tiopentale, sufficiente per quattro “applicazioni” o dosi, al prezzo di 18.000 dollari.
Clive Stafford Smith, direttore di Reprieve e difensore di Edmund Zagorski, detenuto nel braccio della morte del Tennessee, ha dichiarato: “E’ paradossale che Ed Zagorski sia nel braccio della morte per il ruolo che avrebbe giocato in un affare di droga andato male. Se il governo britannico continua a seguire la sua politica ipocrita, Zagorski morirà a seguito di un altro affare di droga finito male, questa volta grazie a una azienda britannica che si è intascata 18.000 dollari di prezzo del sangue”.
Lo Stato dell’Arizona si è procurato un quantitativo di Pentotal prodotto da un’azienda farmaceutica in Gran Bretagna, con il quale il 25 ottobre 2010 è stata eseguita l’iniezione letale nei confronti di Jeffrey Landrigan nella prigione di Florence a Phoenix.
A seguito di un’ordinanza del tribunale emessa il 5 novembre 2010, lo Stato della California ha messo agli atti il 22 novembre un documento (Defendants’ Notice, Allegato 2) in cui si riporta che il California Department of Corrections and Rehabilitation ha ordinato 521 grammi di Sodio Tiopentale la cui consegna secondo il dipartimento penitenziario dovrebbe avvenire durante la settimana che parte dal 29 novembre 2010. Questo quantitativo di droga, la cui scadenza è prevista nel 2014 (lo stesso anno di scadenza del farmaco importato dal Regno Unito che è servito a giustiziare Jeffrey Landrigan in Arizona nell’ottobre scorso), molto probabilmente proviene dall’Europa e, considerato che per una iniezione letale ne bastano 5 grammi, può essere potenzialmente usato per uccidere circa 90 persone condannati a morte.

Le iniziative legali nel Regno Unito e in Italia

Dopo l’esecuzione in Arizona con il farmaco letale importato dal Regno Unito, Reprieve ha intrapreso un’azione legale volta a evitare che il Pentotal britannico sia nuovamente esportato per l’esecuzione di altri detenuti americani, tra cui Ralph Baze in Kentucky e Edmund Zagorski, la cui esecuzione è stata programmata in Tennessee per l’11 gennaio 2011.
In Gran Bretagna esiste una sola fabbrica autorizzata, la Archimedes Pharma UK di Reading, che nega – a quanto le è dato sapere – di aver fornito la droga a tal fine e sostiene di non aver nessun controllo sul suo utilizzo una volta che è stata venduta al committente.
Il 28 ottobre 2010, Reprieve e gli avvocati inglesi dello studio Leigh Day & Co hanno contattato il Governo e hanno chiesto misure di emergenza da adottare per evitare che il Regno Unito si rendesse complice di una serie di esecuzioni negli USA. L’avvocato Richard Stein ha dichiarato: “Esiste una lista [di esportazioni proibite dal Regno Unito] che comprende ghigliottine, camere a gas e sedie elettriche. Chiediamo solo a Vince Cable [Secretary of State for Business Innovation & Skills] di aggiungere alla lista il Sodio Tiopentale”. Ma Vince Cable ha declinato dicendo: “il Sodio Tiopentale è un farmaco. Il suo uso primario è come anestetico … Il suo legittimo commercio a fini medici sarebbe compromesso da restrizioni all’export di tale prodotto dal Regno Unito”. La sua messa al bando, ha aggiunto, sarebbe poi inefficace poiché la fornitura potrebbe essere ottenuta da qualsiasi altra parte.
Dopo questa sua decisione, Reprieve, insieme agli avvocati di Leigh Day & Co. hanno portato il caso all’Alta Corte. Hanno provato che il Sodio Tiopentale non è usato a fini medici negli Stati Uniti (con ciò negando il primo argomento addotto dal Segretario di Stato Cable per non imporre un bando) e hanno denunciato l’idea che la Gran Bretagna debba agire in modo eticamente discutibile sol perché, secondo la logica di Vince Cable, se non lo facessero loro, lo farebbero altri. Inoltre, hanno provato che potrebbe non esserci un commercio legittimo tra Regno Unito e Stati Uniti di Pentotal poiché non lo consente la legislazione della FDA (Food and Drugs Administration), l’agenzia USA che controlla i farmaci sul mercato americano.
Il 28 novembre scorso, la notte precedente l’udienza finale davanti all’Alta Corte, Vince Cable ha revocato la prima decisione e fatto quello che Reprieve aveva suggerito sin dall’inizio: imporre un controllo all’esportazione del Sodio Tiopentale. Ha anche detto che avrebbe “esplorato con la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e altri Stati Membri la possibilità di porre un controllo sulla esportazione di Sodio Tiopentale a livello europeo.”

Dopo la decisione del Governo britannico, la Hospira è veramente la fonte più importante (fra poco l’unica fonte) del farmaco per i penitenziari americani.
Il 16 novembre 2010, Reprieve ha reso noto che la Hospira Spa, una sussidiaria della multinazionale americana con base a Liscate, in provincia di Milano, era stata incaricata di produrre il Pentotal e che, a partire da gennaio 2011, avrebbe iniziato a esportare la sostanza negli Usa.
Un comunicato della società con sede a Liscate sottolinea che “il medicinale non ha alcuna indicazione d’impiego nella pena capitale e Hospira non supporta il suo uso in questa procedura. Nella primavera del 2010, Hospira ha preso contatti con gli istituti di correzione negli Stati Uniti per rendere nota la nostra posizione, come già fatto in numerose occasioni nel corso degli anni, anche quando la società era parte di Abbott”. Per Giuseppe Riva, amministratore delegato della società milanese, “è un problema tutto americano: non riguarda i nostri stabilimenti. Il Sodium Thiopental viene prodotto per gli interventi chirurgici. L’uso per la pena capitale è improprio e avviene solo negli Stati Uniti. E comunque, non riguarda l’esecuzione ma la fase della preparazione del condannato. È usato come anestetico: se noi smettessimo di fornirlo, lo farebbero altri”. “Chi produce coltelli da cucina è responsabile se poi qualcuno li utilizza per uccidere?”, ha detto Riva, senza cogliere la differenza tra un accoltellamento in una disputa privata e la morte somministrata per mano dello Stato.
Sul caso Hospira di Liscate, il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli, ha presentato il 16 novembre 2010 un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, “al fine di impedire che il farmaco Sodium Thiopental sia utilizzato e che quindi provochi la morte in violazione della costituzione e dei trattati internazionali e valutare con urgenza se esistono le condizioni del sequestro preventivo del farmaco”.
Un’analoga iniziativa è stata presa dal Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia. “Se i vertici della Hospira Spa di Liscate avessero la consapevolezza che il farmaco inviato/da inviare negli Stati Uniti venga utilizzato per uccidere delle persone – indipendentemente dal fatto che negli Stati Uniti a cagionare la morte sarebbe lo Stato – dovrebbero rispondere del reato di concorso in omicidio, anche nella forma soggettiva del dolo eventuale”, ha scritto D’Elia nel suo esposto alla Procura della Repubblica di Milano, predisposto dall’avvocato Giuseppe Rossodivita del Partito Radicale.

Ipocrisie e falsità

La difesa di Hospira è ipocrita e per molti versi falsa, come dimostra ampiamente la serie di dati di fatto che qui documentiamo e che in sintesi sono: per anni Hospira Inc. con sede in Illinois è stato il fornitore esclusivo di anestetico per iniezioni letali; ora, la Hospira Spa di Liscate ha rilevato la catena di produzione; il Pentotal è un farmaco obsoleto negli Stati Uniti per gli ospedali dove è stato ampiamente sostituito da altre droghe più moderne ed efficaci, e il suo uso è ormai relegato alla sola pratica di iniezioni letali; il barbiturico è usato in tutti i protocolli dell’iniezione letale praticata in America e, in alcuni di essi, è l’unico e decisivo farmaco a provocare la morte.

Come la Hospira di Liscate, in Italia, anche la casa farmaceutica Hospira di Lake Forest, in Illinois, ribadisce che “la ditta produce questo farmaco per migliorare o salvare una vita umana e che il suo uso va limitato esclusivamente alle indicazioni scritte sull’etichetta del farmaco”.
Nonostante la ditta affermi che il Pentotal “non è indicato per la pena capitale”, la Hospira continua a essere il fornitore esclusivo di anestetico per iniezioni letali. Lo dimostra un carteggio tra l’ufficio del Governatore del Kentucky, Steve Beshear, e la Hospira di Lake Forest. In una lettera inviata il 23 agosto 2010 per conto del Department of Corrections, il Governatore lamenta che vi sono “ordinativi di Pentotal inevasi dal marzo 2010” e che “la disponibilità di Pentotal è cruciale per numerosi casi pendenti [esecuzioni] in Kentucky”. A causa delle difficoltà della ditta a procurarsi l’ingrediente base del farmaco, il Governatore viene informato che “la Hospira non sarebbe stata in grado di fornire il Pentotal al Department of Corrections del Kentucky fino al primo quadrimestre del 2011 (gennaio-marzo)” (Allegato 3).

Nel 2010, non solo per i problemi legati all’approvvigionamento dell’ingrediente base (API, active pharmaceutical ingredient), ma anche al controllo di qualità del processo di produzione (condizioni asettiche di incapsulamento e conservazione del farmaco nelle fiale), la Hospira ha deciso di smantellare la obsoleta linea di riempimento delle fiale nella fabbrica di Rocky Mount in North Carolina e di trasferire questo stadio di produzione in Italia, nella più moderna fabbrica della Hospira di Liscate. Un rappresentante della Hospira ha rivelato a Maya V. Foa di Reprieve che quando la ditta, per tutte queste difficoltà, stava considerando di cessare del tutto la produzione di questo peraltro ormai superato anestetico, le autorità americane gli hanno chiesto di non farlo. Qualcuno vuole che la Hospira continui a produrre il Pentotal per fare esecuzioni, ha riconosciuto il funzionario della società americana. La novità è che d’ora in poi si farà in Italia. L’ingrediente principale viene comprato da un venditore in Germania e portato nella fabbrica di Liscate, dove viene inserito nelle fiale e poi esportato negli Stati Uniti e in altri Paesi. (Allegato 4)

Inoltre, il Pentotal è usato praticamente solo per fare iniezioni letali, essendo un farmaco obsoleto che è stato ampiamente sostituito negli Stati Uniti da altre droghe più moderne ed efficaci.
In una testimonianza scritta resa alla Alta Corte di Giustizia britannica dove è in corso la causa legale intentata da Reprieve, Steven L. Shafer, professore di Anestesiologia alla Columbia University con oltre venticinque anni di pratica anestesista in America, ha dichiarato: “In 20 anni non ho usato il Sodio Tiopentale. Il suo uso clinico negli Stati Uniti è quasi inesistente. Il Pentotal è un farmaco obsoleto ed è stato sostituito dal Propofol. Alcuni ospedali americani possono avere una dose di Pentotal nei loro scaffali, ma non credo che vi sia attualmente una casa farmaceutica che venda Pentotal negli Stati Uniti”. (Allegato 5)

Infine, non è vero che il Pentotal “non riguarda l’esecuzione ma solo la fase della preparazione del condannato”. E’ il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati USA: nei protocolli con tre farmaci costituisce il primo passaggio, mentre nei nuovi protocolli basati su un unico farmaco è proprio quello previsto.
Come è noto, negli ultimi anni molte polemiche si erano focalizzate sul secondo dei tre farmaci utilizzati nell’iniezione letale. Il secondo farmaco, quello che paralizza i muscoli, in realtà impedirebbe ai condannati soltanto di manifestare – ma non di provarlo – il dolore per il terzo farmaco, quello che blocca il cuore. Un dolore, peraltro, che sarebbe particolarmente forte, e non di brevissima durata. Diverse perizie affidate a esperti di anestesiologia hanno evidenziato la possibilità che il primo farmaco a venir iniettato, il barbiturico utilizzato per rendere incosciente il condannato in attesa dell’effetto dei due farmaci successivi, potrebbe non avere un effetto sufficiente o, in alcuni casi, potrebbe esaurire il suo effetto prima del previsto.
Dopo la fallita esecuzione di Romell Broom il 15 settembre 2009 (per difficoltà a trovare le vene dopo diciotto tentativi in più di due ore e mezza, l’esecuzione era stata interrotta), il 13 novembre 2009, l’Ohio ha adottato un nuovo protocollo dell’iniezione letale basata su un singolo farmaco. Il protocollo modificato prevede che la classica iniezione composta da tre diversi farmaci (un anestetico, un paralizzante, un veleno cardiaco) venga sostituita da una singola, massiccia iniezione di anestetico, il Sodio Tiopentale. Il nuovo protocollo dell’Ohio è stato applicato per la prima volta a Kenneth Biros, giustiziato con il nuovo sistema l’8 dicembre 2009. L’Abc News ha paragonato la fine del condannato a quella di un porcellino d’India, l’animale usato come cavia nelle ricerche scientifiche. Nonostante la novità dell’iniezione a base di un solo farmaco, anche stavolta non sono mancati i contrattempi: l’avvocato di Biros ha riferito che il boia ha dovuto fare ben nove tentativi prima di trovare la vena di Biros.
Il 2 marzo 2010, anche lo Stato di Washington ha aggiornato il suo protocollo, adottando lo stesso dell’Ohio, e il 10 settembre 2010 ha effettuato la prima esecuzione con il nuovo metodo. Cal Coburn Brown, 52 anni, bianco, è stato giustiziato con una dose di 5 grammi di Sodio Tiopentale.

Europa libera dalla pena di morte, eppure…

La EU Council Regulation 1236/2005 contiene il principio secondo cui gli Stati Membri dell’Unione Europea dovrebbero imporre controlli sulle esportazioni che potrebbero essere usate nella pratica della pena di morte. “Queste regole – è scritto – sono strumentali alla promozione del  rispetto della vita umana e di fondamentali diritti umani…”, ed esse “devono assicurare che operatori economici della Comunità non ricavino alcuno profitto da commerci che promuovano o facilitino la implementazione di politiche sulla pena capitale”. Quindi, stabilisce questa norma europea, “l’esportazione di merci che non hanno nessun utilizzo pratico se non quello per la pena capitale, la tortura o altri trattamenti crudeli e inumani … è proibita, indipendentemente dall’origine della merce”.
Pur essendo originariamente un anestetico e in quanto tale incluso nella lista dei farmaci essenziali stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’utilizzo del Pentotal negli Stati Uniti è – come abbiamo visto – ormai destinato alla sola pratica dell’iniezione letale.

Per quanto riguarda l’Italia, oltre ai vincoli imposti da norme europee come la EU Council Regulation 1236/2005, esiste un ancora più stringente vincolo costituzionale.
Nel 1996, la Corte Costituzionale ha stabilito essere in conflitto con i principi fondamentali della Costituzione la possibilità di estradare negli Stati Uniti (Florida) un cittadino italiano (Pietro Venezia) lì sottoposto a un processo per un reato punito con la pena capitale, nonostante le assicurazioni offerte dalle autorità americane – che potevano essere considerate “sufficienti” secondo la norma sull’estradizione allora in vigore i Italia – in ordine alla mancata irrogazione o esecuzione di essa. “Il divieto contenuto nell’art. 27, quarto comma, della Costituzione, e i valori ad esso sottostanti – primo fra tutti il bene essenziale della vita – impongono una garanzia assoluta”, ha stabilito la Corte.
Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ha scritto: “Il divieto della pena di morte ha un rilievo del tutto particolare – al pari di quello delle pene contrarie al senso di umanità – nella prima parte della Carta costituzionale. Introdotto dal quarto comma dell’art. 27, sottende un principio ‘che in molti sensi può dirsi italiano’ – sono parole tratte dalla relazione della Commissione dell’Assemblea costituente al progetto di Costituzione nella parte dedicata ai rapporti civili –…, e tale principio configurandosi nel sistema costituzionale quale proiezione della garanzia accordata al bene fondamentale della vita, che è il primo dei diritti inviolabili dell’uomo riconosciuti dall’art. 2.”
In precedenza, nella sentenza n. 54 del 1979, la Corte Costituzionale aveva già affermato che “il concorso, da parte dello Stato italiano, all’esecuzione di pene che in nessuna ipotesi, e per nessun tipo di reati, potrebbero essere inflitte in Italia nel tempo di pace è di per sé lesivo della Costituzione”.

Il caso della Hospira Spa di Liscate è ancora più grave, perché – come si evince chiaramente dalle parole del suo amministratore delegato – ad oggi la ditta non è vincolata nemmeno da quelle “sufficienti assicurazioni” che non sia applicata la pena di morte pure presenti nel caso di Pietro Venezia. Meno che mai la casa farmaceutica milanese potrebbe fornire una “garanzia assoluta” che il Pentotal da loro prodotto non finisca per essere utilizzato nei protocolli dell’iniezione letale in vigore negli Stati Uniti d’America.
Anzi, una cosa è certa. Se la Hospira, che è l’unica azienda che ha l’autorizzazione ufficiale della FDA a fabbricare e vendere il Sodio Tiopentale sul territorio americano, riesce a riavviare la produzione del farmaco nella fabbrica a Liscate, non si potrà più far nulla per impedire che questo farmaco, prodotto in Italia da operai italiani, sia usato per uccidere esseri umani negli Stati Uniti. Ad oggi manca solo l’operatività dello stabilimento di Liscate per riattivare la macchina della morte americana.

Per evitare “il concorso da parte dello Stato italiano” – come dice la Corte Costituzionale – all’esecuzione della pena di morte negli Stati Uniti, la Deputata Radicale e Tesoriera di Nessuno tocchi Caino Elisabetta Zamparutti ha presentato il 25 novembre scorso una mozione al parlamento italiano che impegna il Governo “ad assumere ogni iniziativa di competenza volta a garantire che, nel pieno rispetto delle leggi interne e delle norme europee che vietano di cooperare in qualsiasi modo alla pratica della pena capitale, della tortura o di altri trattamenti crudeli e inumani, la produzione e la vendita all’estero di Sodio Tiopentale da parte dell’azienda farmaceutica Hospira con sede a Liscate siano autorizzate esclusivamente per scopi medici, a tal fine prevedendo che nella licenza a produrre, sull’etichetta del farmaco e nei contratti di compravendita sia chiaramente specificato che l’utilizzo del prodotto non è consentito per la pratica dell’iniezione letale”.

Dopo la decisione del Governo britannico di porre un bando alla esportazione di Pentotal, la Hospira è rimasta la fonte più importante (se non l’unica) del farmaco per i penitenziari americani.
Sarebbe paradossale che proprio l’Italia, mentre è impegnata all’ONU per la Moratoria universale delle esecuzioni capitali, si rendesse complice della pena di morte negli Stati Uniti dove la carenza di veleno per l’iniezione letale sta determinando una moratoria di fatto delle esecuzioni.
Documento tratto da: http://www.nessunotocchicaino.it/chisiamo/index.php?idtema=13316598

WIKILEAKS, ” BERLUSCONI UN INCAPACE”.
I documenti pubblicati dal sito di Julian Assange non risparmiano nessuno, alleati e nemici di Washington. Sarkozy definito “un imperatore nudo”. Putin, primo ministro russo, “maschio dominante”. Gli Stati Uniti spiavano i vertici delle Nazioni Unite

 (immagini di da internet)

Gli Stati Uniti spiavano i vertici delle Nazioni Unite, a cominciare dal segretario generale Ban Ki-Moon e dai rappresentanti dei membri permanenti del consiglio di sicurezza: Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna. ”Silvio Berlusconi sembra sempre più il portavoce di Vladimir Putin in Europa”. Nel 2009 i diplomatici americani a Roma descrivevano con queste parole la relazione estremamente stretta fra il presidente del Consiglio italiano e il primo ministro russo, un rapporto che includeva “regali sontuosi”, remunerativi contratti energetici e un oscuro intermediario italiano che parla russo. Un funzionario americano a Roma, Elizabeth Dibble, lo definisce “incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo”. Secondo il documento, il presidente del consiglio italiano sarebbe “fisicamente e politicamente debole”, perché le “frequenti lunghe nottate e l’inclinazione alle feste” gli impediscono “di riposarsi abbastanza”. Il quotidiano spagnolo fa riferimento inoltre ai “festini selvaggi” del presidente del consiglio italiano.

Ma i documenti non risparmiano nessuno, alleati e nemici degli Stati Uniti. Secondo un messaggio attribuito a un diplomatico americano a Berlino e datato 24 marzo 2009, Merkel “evita i rischi ed raramente creativa”, in un altro documento Nicolas Sarkozy viene definito “un imperatore nudo” che andrebbe tenuto “sotto stretta sorveglianza”. Fra gli altri leader colpiti anche il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, chiamato “Hitler” e Vladimir Putin, primo ministro russo, che sarebbe un “alpha dog”, un maschio dominante. Il presidente afghano Hamid Karzai viene definito un “paranoico”, e il suo fratellastro Ahmed Wali Karzai, ritenuto un “corrotto e un trafficante di stupefacenti”. Muhammar Gheddafi, leader libico, viene definito un “ipocondriaco”, ma anche un “abile politico” in grado di restare al potere per oltre quaranta anni.

I documenti inviati al dipartimento di Stato dalle sedi di rappresentanza americane di 274 paesi in tutto il mondo rischiano di provocare un terremoto diplomatico. I maggiori giornali internazionali hanno pubblicato ieri in anteprima parte dei 251.287 documenti, la cui divulgazione proseguirà nei prossimi mesi. Di questi documenti, 15.652 sono classificati come segreti, 101,748 come confidenziali, mentre 133,887 non sono classificati. In 15.365 documenti si parla dell’Iraq, di gran lunga il paese più discusso, mentre l’ambasciata di Ankara, in Turchia, è quella che ha inviato più file, 7.918. Secondo Wikileaks “questi documenti rivelano le contraddizioni fra l’immagine pubblica degli Stati Uniti e quello che invece accade a porte chiuse”.

Una delle rivelazioni più importanti riguarda l’Iran, in particolare la richiesta del Re dell’Arabia Saudita Abdullah che invitò “ripetutamente gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran per mettere fine al programma nucleare di Teheran”. Non era il solo fra gli alleati degli Stati Uniti che chiedeva di fermare l’Iran. Richieste simili arrivavano da tutti gli angoli del Medio Oriente: Bahrain, Giordania, Abu Dhabi, Egitto, Emirati Arabi, oltre ovviamente a Israele.

In questo scenario il premier italiano Silvio Berlusconi sarà a Tripoli, accolto da quel Muhammar Gheddafi oggetto dei giudizi più sarcarstici e screditanti della diplomazia Usa al pari di Berlusconi, per il vertice Africa-Ue, prima tappa di un tour che – con l’eccezione di domani – vedrà all’estero il premier tutta la settimana. È prematuro commentare il giudizio su Vladimir Putin espresso da diplomatici americani. Lo ha affermato Vladimir Peskov, portavoce del premier russo Putin, citato da Interfax. “Prima di esprimere giudizi o commenti si dovrebbe vedere il testo originale, se esiste. Poi controllare la correttezza della traduzione di certe parole ed espressioni. Solo dopo si potrà dire qualcosa”, ha detto Peskov.
Tratto da: http://www.rassegna.it/home/index.cfm 

I R A Q ,  E S TA T E  2 0 0 5   F I L E   S E G R  E T O   S U L L A   G U E R R A .

 

Iraq, estate 2005. Un plotone militare americano a cavallo manda civili iracheni in avanscoperta su strade che suppone siano minate. Le “cavie” credono di aver rimediato un lavoretto per la giornata: «ripulire la strada da macerie e rifiuti». Questo racconto da brivido non è estratto da un romanzo. E’ la realtà nascosta sul fronte iracheno. Si tratta di uno dei quasi 400mila file secretati resi pubblici dal sito WikiLeaks. Che dopo le rivelazioni dell’estate scorsa sulle omissioni e le menzogne relative alla guerra in Afghanistan, alza ora il sipario sul teatro dell’orrore che è stata la guerra in Iraq. Un conflitto con numeri da riscrivere. Documenti segreti alla mano, il riconteggio dei morti iracheni per cause violente, tra il 2003 e il 2009, è aggiornato a 122mila vittime. Di queste 66mila erano civili. Più della metà del totale.

Secondo l’organizzazione londinese Iraq Body Count, che tiene il conto delle vite spezzate in terra di Babilonia, i morti civili che mancavano all’appello erano ben quindicimila. Gli incidenti in cui questo numero impressionante di iracheni ha perso la vita, erano rimasti del tutto sconosciuti. Morti coperte dal segreto militare, di cui nessuno avrebbe dovuto sapere nulla. Prima della pubblicazione dei file secretati, a Iraq Body Count risultavano infatti 107.369 civili uccisi per la guerra.

Le cifre della morte in Iraq, fanno impallidire, al confronto, la pur terribile situazione in Afghanistan. Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, ha sottolineato ieri che il numero dei morti in Iraq è stato, infatti, «cinque volte più alto». Ma anche sulla guerra in Afghanistan, annuncia WikiLeaks, salteranno fuori tra poco nuovi scottanti documenti, finora sconosciuti.

I file iracheni messi in rete da Wikileaks, frutto di una gola profonda nell’intelligence Usa, sono stati forniti a importanti media come The Guardian, Le Monde, Die Spiegel, il New York Times ed Al Jazeera, che per prima ha scoperchiato questo nuovo vaso di Pandora, mettendo tutto in rete meno di 36 ore fa. In Iraq, tanto per citare solo alcuni degli episodi-vergogna, i militari Usa hanno scoperto cadaveri di «migliaia di uomini e donne vittime di esecuzioni sommarie», mettendo tutto a tacere. Ancora, l’esercito americano si è del resto reso responsabile dell’uccisione, ai check-point, di almeno 681 civili, tra cui molte donne e bambini. Dalle rivelazioni del sito specializzato in Intelligence, emergono sopratutto enormi responsabilità delle forze di sicurezza irachene, regolarmente coperte, dai militari americani e britannici. Un atteggiamento complice che riguarda in particolare episodi di tortura, abusi e violenze sessuali, perpetrate sistematicamente da esercito e polizia iracheni nei confronti di detenuti della loro stessa nazionalità. Nei file si parla ad esempio di prigionieri ammanettati, bendati e appesi per i polsi o per le caviglie che vengono frustati, presi a pugni, o anche sottoposti a elettroshock. In sei di questi documenti viene riportata la morte del detenuto. Un esempio di menzogna e copertura? Il 27 agosto 2009, un referto medico americano parla di «bruciature e lesioni, oltre che evidenti ferite alla testa, braccia, dorso, collo e gambe, sul corpo di un uomo che la polizia irachena dichiara morto per suicidio. Altro esempio? Il 3 dicembre 2008, un detenuto morto ufficialmente per «problemi renali», riportava sul corpo «tracce visibili di procedimenti chirurgici sconosciuti all’addome».

Molti dei documenti secretati relativi a casi del genere, si concludono con la formula: «non essendo coinvolte le forze internazionali nel presunto abuso, non è necessaria alcuna ulteriore indagine». Un portavoce del Pentagono, citato ieri dal New York Times, ha insistito, davanti all’evidenza, che la politica Usa sui detenuti iracheni «è sempre stata conforme al Diritto internazionale». Ma dai documenti pubblicati risultano, persino dopo lo scandalo del carcere di Abu Ghraib, almeno altri 300 casi di abusi di prigionieri iracheni per mano di soldati americani.

E mentre Assange suggerisce ai democratici statunitensi di usare questa massa di rivelazioni per «chiedere conto» ai repubblicani di questa vergogna provocata dall’Amministrazione Bush, il segretario di Sato Usa Clinton gli si rivolta contro, sottolineando piuttosto, che le rivelazioni di WikiLeaks mettono in pericolo gli americani impegnati in Iraq. Analogo atteggiamento è tenuto dal Ministero della Difesa britannico. Durante una conferenza stampa tenuta ieri a Londra, Assange ha difeso la decisione di pubblicare i file per «ristabilire la verità» su quanto accaduto in questi anni in Iraq. E a proposito ha aggiunto: «Si dice che la prima vittima della guerra sia la verità e così è stato». Ma la sensazione orribile, pensando alle reazioni ufficiali americane e britanniche, è che così è e così sarà.

Informazioni tratte da Wikileaks.

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Ora sappiamo chi è la Gioconda, l’identità è stata svelata.

Quanto volte abbiamo sentito rivelazioni sulla Monna Lisa di Leonardo Da Vinci, la Gioconda del ritratto esposto al Museo del Louvre di Parigi. Ora il mistero sembrerebbe svelato: si tratterebbe di Lisa Gherardini, moglie del mercante Francesco Del Giocondo.

Secondo gli studi Lisa fu sepolta a Firenze nel convento di Sant’Orsola.

Il luogo e la data della morte fino ad ora erano ignoti, ma sono stati individuati per la prima volta da un appassionato, il professor Giuseppe Pallanti, consultando le carte conservate in un archivio fiorentino.

Per spiegarvi al meglio le ragioni che stanno alla base di questa certezza riportiamo parte dell’articolo comparso su Corriere.comEdizione on-line del Corriere Canadese.

[...] La Gioconda è realmente esistita proprio come scrive Giorgio Vasari nelle sue Vite degli artisti fiorentini. Da un documento, in particolare, emerge con chiarezza che la Gioconda, al secolo Lisa Gherardini, la modella utilizzata da Leonardo per il celebre ritratto, era la moglie del mercante fiorentino Francesco Del Giocondo (da cui il nome di Gioconda) e morì il 15 luglio 1542, a 63 anni.

Il documento è un registro dei decessi avvenuti nella parrocchia di San Lorenzo. Scorrendo i nominativi si scorge ad un certo punto quello di Lisa. «Donna fu – si legge nel testo scritto nell’italiano dell’epoca – di Francesco del Giocondo morì addì 15 di luglio 1542 sotterrossi in S. Orsola tolse tutto il capitolo». Sant’Orsola, in pieno centro di Firenze, era il monastero dove la donna, vedova e malata, si ritirò negli ultimi anni della sua vita. Qui era assistita dalla figlia, suor Lucia, proprio come aveva disposto il marito Francesco del Giocondo. E qui fu sepolta, forse nel chiostro.

Il documento racconta anche che al funerale di Lisa Gherardini partecipò l’intero “capitolo” (parrocchia) di San Lorenzo a significare la notorietà pubblica della persona. Nel corso della stessa ricerca, che si è estesa a quattro archivi, è anche emerso che Lisa Gherardini abitò in una casa posta di fronte a quella della famiglia di Leonardo da Vinci, in via Ghibellina a Firenze. Lo dimostrano una denuncia catastale del padre di Monna Lisa, Antonmaria Gherardini, ed uno scritto di ser Piero da Vinci, il padre di Leonardo che nella stessa strada aveva anche lo studio di notaio, oltre all’abitazione. «Dopo aver ricostruito la biografia di Lisa Gherardini Del Giocondo, la rivelazione della data di morte e della sepoltura sono scaturiti da un archivio ecclesiastico fiorentino poco frequentato», ha spiegato il momento chiave della sua scoperta Giuseppe Pallanti, 55 anni, docente fiorentino già allievo e collaboratore dello storico Carlo Cipolla e autore di un’ampia biografia su Lisa Gherardini intitolata La vera identità della Gioconda.

«Per la prima volta si completa la ricostruzione della vita di questa donna – ha aggiunto Pallanti – e si trovano documenti che dimostrano occasioni di frequentazione, legate ai commerci, tra i Del Giocondo e la famiglia da Vinci. Nella Firenze del ’400-’500 c’era una prossimità di luoghi e di conoscenze tra le persone per i quali è ipotizzabile una conoscenza diretta di Monna Lisa da parte di Leonardo attraverso il padre».

[...] Nel corso delle sue ricerche Pallanti ha anche trovato un compromesso legato ad un prestito di denaro tra Francesco del Giocondo e i monaci della Santissima Annunziata redatto proprio nel 1497 da ser Piero da Vinci. Ma sulla questione gli esperti si dividono. «Monna Lisa Gherardini non è la donna raffigurata nella Gioconda al Louvre». Lo afferma il leonardista Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, riferendosi a quanto scoperto a Firenze dal professor Giuseppe Pallanti. Secondo Vezzosi, da sempre convinto di questa tesi, «la Gioconda era l’amante, ad ora sconosciuta, di Giuliano de’ Medici, il vero committente del ritratto esposto a Parigi».

Insomma, forse non sapremo mai la vera identità della Gioconda, ma queste minuziose ricerche, che spesso portano alla luce anche fatti non direttamente collegati all’oggetto della ricerca, sono il sale del nostro sapere.

http://cultura.blogosfere.it/2007/01/ora-sappiamo-chi-e-la-gioconda-lidentita-e-stata-svelata.html

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Ecco come la stampa estera , NEWSWEEK, parla senza remore e sudditanza di Berlusconi e di quello che sta accadendo in Italia.

Primo Ministro Silvio Berlusconi

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Ogni tanto, gli italiani si ricorda il loro paese sta cadendo a pezzi, e perché. Earlier this month, for instance, heavy rains and lack of attention reduced to rubble the famous House of Gladiators in ancient Pompeii. All’inizio di questo mese, per esempio, le forti piogge e la mancanza di attenzione ridotto in macerie la famosa Casa dei Gladiatori a Pompei. That was bad enough. Questo era già abbastanza brutto. Then the minister in charge of archeological sites, when asked if he would resign in shame, responded that he wasn’t really responsible. Poi il ministro responsabile dei siti archeologici, alla domanda se si sarebbe dimesso per la vergogna, ha risposto che non era realmente responsabile.

That’s the way government works in Italy. Questo è il modo governo lavora in Italia. No responsibility. Nessuna responsabilità. No shame. Nessuna vergogna. No attention to a crumbling country. Nessuna attenzione per un paese fatiscenti. Today the economy is almost as frozen in time as the ash-covered ruins of Pompeii. Oggi l’economia è quasi come congelato nel tempo, come le rovine coperte di cenere di Pompei. For 20 years Italy has had virtually no growth, and nobody accepts the blame. Per 20 anni l’Italia ha avuto praticamente nessuna crescita, e nessuno ammette la colpa.

But on the political front, at least, change may be coming. Ma sul fronte politico, almeno, il cambiamento può venire. Prime Minister Silvio Berlusconi, who has shown a miraculous knack for surviving charges of massive corruption and allegations that he leads the kind of life a decadent Roman emperor would have envied, suddenly appears to be losing his touch. Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha mostrato un talento miracoloso per sopravvivere accuse di corruzione su vasta scala e le accuse che egli conduce il genere di vita di un imperatore romano decadente avrebbe invidiato, appare improvvisamente a perdere il suo tocco. Certainly he is losing key supporters. Sicuramente sta perdendo principali sostenitori.

Anonymous AnonimoPhotos: Italian women who defy the Berlusconi-bimbo sterotype Le donne italiane che sfidano la sterotype Berlusconi-Bimbo: le foto

Defying the Berlusconi-Bimbo Stereotype Sfidando il Bimbo Stereotype Berlusconi

The proximate cause is yet another sex scandal. La causa prossima è ancora un altro scandalo sessuale. Berlusconi, 74, is reported to have played “bunga-bunga,” a sort of ritual he said he heard about from Libyan dictator Muammar Kaddafi. Berlusconi, 74 anni, è segnalato per avere svolto “bunga-bunga”, una sorta di rituale ha detto che per sentito dire dittatore libico Muammar Gheddafi. It’s a romp with a bevy of nude women, and among them, in Berlusconi’s case, was a voluptuous Moroccan immigrant with the stage name Ruby the Heartbreaker, who happened to be underage at the time. E ‘un romp con uno stuolo di donne nude, e tra loro, nel caso di Berlusconi, era un voluttuoso immigrato con il nome d’arte Rubino il Heartbreaker, che si trovava a minorenni al momento del Marocco. When she was later picked up by police on a larceny charge, Berlusconi personally tried to persuade the cops to let her go because, among other things, she was the niece of Egypt’s president. Quando fu in seguito ripreso dalla polizia con l’accusa furto, personalmente Berlusconi ha cercato di convincere i poliziotti di lasciarla andare, perché, tra le altre cose, era il nipote del presidente egiziano. The Egyptian Embassy in Rome had to issue a statement saying, well, no, she wasn’t. L’ambasciata egiziana a Roma ha dovuto rilasciare una dichiarazione dicendo, beh, no, non lo era.

aL’intera vicenda è stata, almeno per quanto sciocco era salace. Ruby says she lied to Berlusconi about her age and she never actually had sex with the old satyr. Ruby dice che Berlusconi ha mentito sulla sua età e non ha mai effettivamente avuto rapporti sessuali con il vecchio satiro. And while such narratives of lust once actually enhanced the prime minister’s hard-won reputation for virility, this time around the stories left rather the opposite impression. E mentre questi racconti della lussuria, una volta effettivamente migliorato la reputazione di duro-ha vinto il primo ministro per la virilità, questa volta le storie di sinistra, piuttosto l’impressione opposta.

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In any case, the scandal was just the pretext needed for Berlusconi’s erstwhile supporters to turn their backs on him after years of growing disappointment in the state of the nation. In ogni caso, lo scandalo è stato solo il pretesto necessario per tempo erano i sostenitori di Berlusconi a voltare le spalle dopo anni di crescente delusione nello stato della nazione. Gianfranco Fini, the leader of the lower house of Parliament, told a rally earlier this month, “We cannot go on this way.” But Fini had split publicly with the prime minister back in July, after a 16-year alliance. Gianfranco Fini, il leader della Camera bassa del Parlamento, ha detto a un comizio all’inizio di questo mese, “Non possiamo andare avanti così.” Ma Fini si erano divisi pubblicamente con il primo ministro a luglio, dopo una alleanza di 16 anni. Now Fini is forming his own party, and he’s been threatening to pull out of the government altogether. Ora Fini si sta formando il suo stesso partito, e lui è stato minacciato di tirare fuori dal governo del tutto. According to Italian media he can count on the support of some 2,600 local officials and 47 lawmakers joining him from the ranks of Berlusconi’s party. Secondo i media italiani di poter contare sul sostegno di circa 2.600 funzionari locali e 47 i legislatori unirsi a lui dalle file del partito di Berlusconi. If his party were to vote with the opposition in Parliament, he could bring down the government. Se il suo partito sono stati a votare con l’opposizione in Parlamento, avrebbe potuto far cadere il governo.

The Catholic Church could be an even bigger problem for Berlusconi. La Chiesa cattolica potrebbe essere un problema ancora più grande per Berlusconi. For years it seemed almost oblivious to his manifest mischief, but after the latest uproar Avvenire , the daily newspaper published by Italy’s bishops, declared that “personal sobriety and decorous respect of the public office one represents is the minimum” that should be expected of a country’s leader. Per anni è sembrato quasi ignara della sua malizia manifesto, ma dopo le ultime tumulto Avvenire, il quotidiano edito da vescovi in Italia, ha dichiarato che “sobrietà e decorosa rispetto personale di un ufficio pubblico rappresenta è il minimo” che dovrebbe essere previsto un Paese leader. Berlusconi had to scrap a planned appearance at a conference on family values after some participants said they were uneasy with his presence. Berlusconi ha dovuto scartare un aspetto prevista per una conferenza sui valori della famiglia dopo che alcuni partecipanti hanno dichiarato di essere a disagio con la sua presenza.

aPrincipali interessi economici sono in crescita anche a disagio. Before Berlusconi was a politician he was a billionaire media mogul, and his core support has been among Italy’s small- and medium-size companies. Prima di Berlusconi è stato un politico era un miliardario magnate dei media, e il suo supporto di base è stata tra le aziende piccole e in Italia di medie dimensioni. But now Confindustria, the powerful association of entrepreneurs and industrialists, has backed away from him. Ma ora Confindustria, la potente associazione degli imprenditori e degli industriali, ha sostenuto lontano da lui. Emma Marcegaglia, the head of the organization, said pointedly that it’s time to recover “a sense of dignity. Emma Marcegaglia, il capo dell’organizzazione, ha detto acutamente che è il momento di recuperare “un senso di dignità. Otherwise it is not possible to go ahead.” And that’s not just a matter of bunga-bunga. Altrimenti non è possibile andare avanti. “E non è solo una questione di bunga-bunga.

Italy’s government is so dysfunctional that it took 153 days to appoint a new minister for economic development after the previous one resigned because of a corruption scandal. governo in Italia è talmente disfunzionale che ci sono voluti 153 giorni per nominare un nuovo ministro per lo sviluppo economico dopo la precedente le dimissioni a causa di uno scandalo di corruzione. Italy has emerged from its worst recession in 60 years, but only barely. L’Italia è emerso dalla sua peggiore recessione degli ultimi 60 anni, ma solo a mala pena. Last year the economy shrank 5 percent. L’anno scorso l’economia si è ridotta del 5 per cento. This year it’s projected to grow 1.2 percent, but prospects for further growth are severely limited. Quest’anno è previsto un incremento 1,2 per cento, ma le prospettive di ulteriore crescita sono molto limitate. Finance Minister Giulio Tremonti used to say that Italy only had to wait for Germany to recover and then things would improve. Il ministro delle Finanze Giulio Tremonti diceva che l’Italia ha dovuto attendere per la Germania per recuperare e poi le cose sarebbero migliorate. But while Berlin’s economy managed to grow by a record 2.2 percent in the second quarter this year, Italy couldn’t squeeze out half a point. Ma mentre l’economia di Berlino è riuscita a crescere da un record di 2,2 per cento nel secondo trimestre di quest’anno, l’Italia non poteva spremere mezzo punto. Meanwhile, Italy’s debts are mounting to truly desperate levels. Nel frattempo, l’Italia dei debiti di montaggio a livelli veramente disperata.

According to HSBC, Italy will account for more than a third of the €71 billion of bonds that EU governments sell in November. Secondo HSBC, l’Italia rappresentano oltre un terzo degli 71000000000 € di obbligazioni che i governi dell’UE vendono a novembre. Italy is the third-largest economy in the euro zone, and it’s carrying, by far, the biggest debt burden: about 120 percent of gross domestic product. L’Italia è la terza economia della zona euro, ed è il trasporto, di gran lunga, l’onere del debito più grande: circa 120 per cento del prodotto interno lordo. Next year Italy is expected to sell more than €225 billion worth of bonds—more than Spain, Portugal, Ireland, and Greece combined. Il prossimo anno l’Italia si prevede di vendere più di € 225.000.000.000 di dollari di obbligazioni, più di Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia insieme. And premium investors are starting to expect a yield on Italian debt similar to what they demand from those smaller, supposedly shakier countries. E gli investitori stanno iniziando a premio si aspettano un rendimento sul debito italiano simile a quello che chiedono da quelle più piccole, i paesi apparentemente più instabile.

aStefano Casertano all’Università di Potsdam sostiene che “i mercati sono in attesa” per vedere come la crisi politica italiana si evolve (e anche come l’incontro del G20 a Seul scuote out). While Standard & Poor’s recently confirmed its A-plus rating for Italy’s sovereign debt, it also warned that Italy’s ratings “could come under downward pressure if political instability were to impede the implementation of the current plan” to achieve budget targets. Mentre Standard & Poor’s ha recentemente confermato il rating A-plus per il debito sovrano d’Italia, ha anche avvertito che l’Italia il rating “potrebbe venire in pressione verso il basso se l’instabilità politica sono stati impedire l’attuazione del piano di corrente” per raggiungere gli obiettivi di bilancio.

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Huge practical questions loom ahead that will require tough political and financial decisions, and there’s very little hope of a rescue if things go wrong. Enormi questioni pratiche che incombono richiedono difficili decisioni politiche e finanziarie, e ci sono poche speranze di un salvataggio, se le cose vanno male. The nominal size of Italy’s debt, at about €1.8 trillion, makes it too big to be shored up by the EU’s €750 billion financial backstop that was set up after Greece nearly defaulted in May. La dimensione nominale del debito in Italia, a circa € 1800000000000, rende troppo grandi per essere rafforzato dalla UE € 750.000.000.000 antiretro finanziario che è stato istituito dopo la Grecia quasi insolvente a maggio. If the EU goes ahead and enforces rules on debt levels that require total borrowing be no more than 60 percent of GDP, Italy would have to start making truly massive cuts. Se l’UE va avanti e applica le regole sui livelli del debito che richiedono l’assunzione totale non superi il 60 per cento del PIL, l’Italia dovrebbe iniziare a fare veramente i tagli massicci. But who is debating—who is deciding—how to meet these challenges? Ma chi sta discutendo, che è decidere-how per affrontare queste sfide? Not Berlusconi. Non Berlusconi. Not the Parliament he controls. Non è il Parlamento che controlla.

Everyone is in a state of political paralysis. Ognuno è in uno stato di paralisi politica. Fini is not ready to go to the polls yet. Fini non è pronto ad andare alle urne ancora. Neither are any of the other potential leaders of the opposition, like Luca Cordero di Montezemolo, the former head of Confindustria. Né sono uno qualsiasi degli altri leader potenziale dell’opposizione, come Luca Cordero di Montezemolo, l’ex capo di Confindustria. Berlusconi, meanwhile, is waiting for a crucial decision from the Constitutional Court, which is supposed to decide on Dec. 14 whether the last law introduced to keep anti-corruption prosecutors away from his door will actually hold up. Berlusconi, intanto, è in attesa di una decisione cruciale della Corte costituzionale, che dovrebbe decidere sul 14 dicembre se l’ultima legge ha introdotto per tenere procuratori anti-corruzione lontano dalla sua porta effettivamente sostenere. The earliest that elections might be held would be in the spring, and according to pollster Renato Mannheimer, the results could keep Berlusconi in office—but with a split Parliament that’s even more ineffectual than the present one. La prima che le elezioni possono essere tenute sarebbe in primavera e, secondo il sondaggista Renato Mannheimer, i risultati potrebbero tenere Berlusconi in carica, ma con una divisione del Parlamento che è ancora più inefficace rispetto a quello attuale.

The resulting disaster might not be as dramatic as the last days of Pompeii, or as sudden as the recent collapse of ruins there. La catastrofe che potrebbe non essere così drammatica come gli ultimi giorni di Pompei, o come improvviso come il recente crollo delle rovine. But if Italy’s leaders don’t start paying more attention to the country’s needs, taking tough decisions and full responsibility, the future of millions of people could be reduced to ashes. Ma se l’Italia è leader non iniziare a prestare maggiore attenzione alle esigenze del paese, prendendo decisioni difficili e di responsabilità, il futuro di milioni di persone potrebbero essere ridotti in cenere.
Tratto da :  http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&sl=en&u=http://www.newsweek.com/2010/11/15/latest-sex-scandal-isn-t-berlusconi-s-only-problem.html&prev=/search%3Fq%3Dnewsweek%26hl%3Dit%26prmd%3Divn&rurl=translate.google.it&twu=1&usg=ALkJrhg2ZlatCwF8iU2GXN8T4YBc05vScA