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Pensieri brevi (19)-In Italia ora si battono le mani e si dà solidarietà solo ai criminali, ai morti e ai camorristi.

In questa Italia, irrimediabilmente corrotta e dal punto di vista poltico/culturale/etico sottosviluppata, al peggio non c’è mai fine. Ieri sera guardando allla TV l’arresto di Alessio Burtone, uccisore cun un pugno a Roma dell’infermiera rumena, sarà balzato agli occhi di tutti quel battimani solidaristico e le ingiurie verso la polizia messi in scena,  da giovani e meno giovani del quartiere. Scene così eravamo abituati a vederle nei bassifondo di Napoli quando arrestavano i comorristi della zona.

Il sorriso di Alessio Burtone mentre viene portato in carcere.

Il tutto per un imbecille di 20 anni, che già aveva dato prova di essere un violento, e che, presumibilmente, è il frutto di una campagna di odio e di tracotante autosufficienza che non contempla la parola giustizia da parte delle istituzioni. Questa gente in certe situazioni non riesce a mettere in atto nessun ragionamento razionale che non sia quello del puro e semplice “fai da te”. Come detto dagli studiosi del comportamento,  questa tipologia di persone, sa usare solo quella parte del cervello detto ” rettile” che, ancestralmente, ci tiriamo dietro dai primordi e cioè da quando vivevamo nella savana. La falsa legalità,  a senso unico, di questi anni ha fatto politicamente proseliti ( in termini di consensi elettorali) ma ha anche creato dei mostri che ora girano incontrollati e allo stato brado per le nostre città. Naturalmente a questo stato di bestialità il mondo politico ha innestato facilmente sentimenti razzistici che ormai appartengono a larghi strati della nostra popolazione. Chissà se quegli idioti che applaudono un assassino, anche se omicidio preterintenzionale, avrebbero fatto altrettanto se il morto non fosse stato una  estracomunitaria rumena; la risposta può anche essere considerata non importante perchè il fatto ha una sua gravità intrinseca che segnerà per sempre una esistenza, una famiglia e una comunità. Tutto il degrado della nostra civiltà sta in quel viso sorridente dello stesso ragazzo assassino, mentre lo stanno portando in prigione; c’è un vuoto culturale, intellettuale e di carenza di umanità che fa paura perchè,  non si intravede speranza alcuna. L’altro episodio di Milano, con il tassista (preferisco a taxista) che giace in condizioni gravissime in ospedale  dopo essere stato bestialmente malmenato e che, in un primo momento, non si trovavano testimoni, non è altro che l’altra faccia della stessa medaglia. Sono molto scettico sul futuro, se la collettività e i media non reagiscono correttamente mandando segnali chiari e positivi, episodi come questi,  sono destinati a ripetersi.

Pensieri brevi (14)- Prove generali di MINCULPOP in salsa padana.


Durante il fascismo nel 1937, come tutti sanno, o dovrebbero sapere, fu costituito il ministero della cultura popolare ( Minculpop ) con il duplice compito di controllare la stampa e fare propaganda per il regime.
Nel vedere in TV l’altro giorno un servizio di inaugurazione di una scuola ad Adro, in provincia di Brescia, mi è venuto in mente questo evento avvenuto circa settanta anni fà.
In poche parole, la senzazione è stata quella di essere passati dai piccoli balilla con fucile di legno e moschetto alle camicie verdi e all’uso della simbolia leghista profusa a piene mani.
Infatti l’amministrazione leghista del posto stava inaugurando una scuola piena zeppa del suo simbolo di partito dopo averla intitolata all’ideologo della lega Gianfranco Miglio, morto da meno di dieci anni, e quindi con la necessità, tra l’altro, per la intitolazione, di una autorizzazione ministeriale che nessuno ha mai visto.
In tv si notava che il simbolo della lega era ovunque, alle pareti, nei banchi, sul tetto, nei cestini della carta e forse, cosa non verificata, anche stampigliato  nella carta igienica.
In pratica tutto l’armamentario, che si mette in atto, per la inaugurazione di una sezione di partito.
Una cosa di questo genere, a qualsiasi persona, dotata di un minimo di buonsenso, dovrebbe apparire ed essere annoverato come un atto di imbecillità umana, ma, temo, che la cosa sia ben più grave e cioè che ci troviamo difronte ad un altro passo verso il degrado della politica nel nostro paese.
Farsi propaganda, in maniera così plateale e senza remore, a spese delle istituzioni pubbliche, oltre ad essere un segno di dispregio da parte di chi lo fà, infonde l’idea che queste possono essere cosa propria e non patrimonio di tutti come recita la Costituzione.
Che intendano forse questo quando parlano di Costituzione da riformare perchè superata?.
A tal punto non si era mai arrivato, neanche la vecchia DC o il PCI, che assieme raggiungevano 80% del consenso elettorale,  avevano mai minimamente pensato di comportarsi in questo modo.
Ve lo immaginate le scuole pubbliche piene di simboli falce e martello o di scudi crociati?.
La ministra Gelmini che dice?: lei, è sempre sollecità a propagandare false riforme scolastiche e a consigliare ai propri dirigenti regionali di intimare agli insegnati e bidelli di non lamentarsi pena una sonora multa; ma non ha accennato a nessun intervento.
Non c’è da stupirsi, tanto lei dice che tutto va bene anche se l’ OCSE ci colloca al penultimo posto in Europa come investimento nella pubblica istruzione, rispetto al pil prodotto.
Per concludere vorrei ricordare che, nella storia, i cosidetti popoli civili avevano paura delle invasioni barbariche, che spingevano ai confini della nostra civiltà, ora, ci troviamo conquistati da una specie di nuovi barbari moderni che sono  costituiti da questi figuri che credono di essere i nuovi padroni delle nostre istituzioni solo perchè hanno avuto un pò di voti in più in una competizione elettorale.
Per buona fortuna qualcuno di buon senso è rimasto e sta provvedendo a togliere l’iscrizione del proprio figlio da quella scuola di propaganda di partito.
Meditate gente, meditate.

Pensieri brevi (1)- Chiesa e istituzioni

Le istituzioni democratiche, nel nostro paese, sono fortemente condizionate nel loro funzionamento dalla Chiesa Cattolica.
Questa porta avanti contenuti che, in apparenza, si rivolgono alla coscienza dei propri credenti, ma attraverso una continua sovraesposizione del proprio pensiero, vuole condizionare anche chi non è credente.

I presidenti portaborraccia e i giornalisti spot

In Italia, subito dopo la crisi economica, i problemi sono certamente quelli legati alla informazione e all’uso strumentale delle istituzioni.
Come ho avuto modo di affermare c’è tutta una schiera di mezzi di informazione e giornalisti che, per motivi opportunistici, rinunciano alla dignità del loro ruolo e si trasformano in “lacchè” al servizio del loro padrone o del più forte. Leggi l’articolo completo