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Pensieri brevi (31)-Le notizie de “Il resto Carlino”: malafede, incapacità o scala dei valori fuori norma?.

Metropolitana di Roma:Con un pugno Alessio Burtone uccide la rumena Maricica Mahaianu.

Lo so,  sembra che con IL RESTO DEL CARLINO questo Blog abbia una questione aperta come si dice < a prescindere>. Giuro che non è vero; è che questo giornale nel bene o nel male ( quasi sempre il secondo) mi aizza e esalta la mia vena polemica. Non è mia intenzione fare una battaglia personale verso un colosso dell’informazione locale dal quale il mio modesto Blog  sarebbe ignorato o impallinato a dovere, ma quando lo sfoglio e vedo il modo in cui strumentalizza le notizie o si presta ad avvalorare interpretazioni strumentali delle stesse, vengo colto da un certo rancore che riesco a placare solo quando scrivo. Leggi l’articolo completo

Pensieri brevi (28)- Il Resto del Carlino : chi li informa che le notizie non vanno somministrate come se si fosse dei venditori di frigoriferi o, come nel medioevo, di pozioni magiche?.

 

Ti farò una proposta che non puoi rifiutare.

Ieri mattina sono ritornato in quel famoso ( per modo di dire) bar nel quale l’altro giorno avevo sentito persone che imprecavano contro la raccolta differenziata dei rifiuti a Forlì. Questa volta l’argomento era la carcassa di capriolo, rinvenuta davanti all’accesso del reparto di dialisi dell’ospedale Pierantoni di Forlì. La notizia era fresca fresca ed era stata oggetto di due articoli rispettivamente del Corriere di Romagna e del Resto del Carlino cronaca forlivese. Fin quì niente di strano se non ci fosse stata una notevole differenza nel modo di dare la notizia. Infatti mentre il Corriere di Romagna si limitava a descrivere l’accaduto e riportava le considerazioni degli organi di polizia che parlavano di episodio legato a problemi di licenziamneti, nell’ambito del piano di rientro dal deficit dell’ USL forlivese, il Resto del Carlino,  invece, a caratteri cubitali e riproposti nelle bacheche pubblicitarie, titolava : “INTIMIDAZIONI MAFIOSE” ; solo in maniera secondaria dava le indicazioni degli inquirenti. Ora, potrà anche accadere che nei prossimi giorni la pista mafiosa si faccia strada,  ma elementi concreti per ora mancano del tutto. Alla luce di tutto ciò  mi viene da pensare ad alcune  cose:
1) la prima è che  il giornalista nello scrivere l’articolo si è ricordato quando forse, in gioventù,  è stato  colpito dal film di Francis Ford Coppola “Il Padrino”; in particolare l’episodio  nel quale Don Vito Corleone per spronare il regista di Hollywood a dare una parte nel film al proprio parente gli fece trovare, la testa tagliata del suo cavallo purosangue nel letto.
2) la seconda considerazione è che le notizie non possono essere date nè come se fossero delle pozioni miracolose come si faceva nel Medioevo, nè comè se si vendesse un frigorifero ai giorni nostri. Questi modi per vendere qualche copia di giornale in più non fanno certo bene nè al giornalismo nè alla verità.
3) vorrei inoltre fare notare che, il giorno prima, sempre Il Carlino sparava, in prima pagina e a caratteri cubitali un falso scoop sul metodo di raccolta differenziata dei rifiuti nel comune di Bertinoro. L’articolo che prendeva spunto da una presunta volontà, a danno dei cittadini,  di fare una raccolta che metteva assieme materiali da riciclare diversi, a distanza di giorni,  si è poi rilevato che il tutto nasceva da un errore dell’azienda, produttrice dei rifiuti,  che invece di richiedere un contenitore del giusto colore,  ne aveva usato uno che doveva essere adibito ad altro.
4) va detto inoltre che,  se anche questo episodio all’ospedale non si rilevasse di natura mafiosa,  non mi annovero certamnete tra quelli, vedi ministro Maroni e governatore Formigoni, che considerano il fenomeno mafioso non presente nel nord Italia. Purtroppo anche in Emilia Romagna emergono qua e là segnali poco confortanti.
Ma ritorniamo all’avventore del bar. Con mio stupore, non nascondo di essere stato colpito favorevolmente rendendomi un pò più ottimista,  rivolgendosi a me dice :” Il Carlino non può continuare a dare le notizie in questo modo per vendere qualche copia in più”. Come già affermato sopra concordo; ben lungi comunque da pregiudizi sulla testata,  da parte mia o del mio interlocutore,  ciò non toglie che vada comunque affermata la non disponibilità ad  accettare questo modo strumentale di gestire le notizie. Così si finisce, purtroppo, per penalizzare chi, per carenza di strumenti di conoscenza o per superficialità, ha problemi ad elaborare in assoluta autonomia un proprio pensiero. Io capisco che tutti devono portare a casa la famosa pagnotta ma chi lo dice lo si possa fare solo agendo a scapito degli altri?.

Pensieri brevi (27)- Forlì e la raccolta differenziata, ovvero: quando la spazzatura va alla testa.

 

Speriamo che sappiano dove andare.

Siamo alle solite; molti forlivesi, rispetto alle novità, continuano a comportarsi da paese sottosviluppato e settario. In questo caso parliamo di raccolta differenziata della spazzatura, che, tra non molto, diventerà una realtà. L’ amara constatazione è che, ogni cosa che accade nella nostra città, diventa oggetto o di commenti superficiali o di speculazioni politiche di bassa lega. Questa mattina ne ho avuto conferma, per l’ennesima volta, andando al bar. Entrando ho trovato diverse persone, barista compresa, che inveivano contro il comune di forlì dopo aver letto l’articolo del Resto del Carlino che metteva in evidenza un, a dir loro, documentato atteggiamento da parte di operatori della nettezza urbana che, indifferentemente, nel comune di Bertinoro mischiavano materiali diversi che venivano dalla raccolta differenziata. Questi signori pieni di sacro sdegno, quasi con un atto dissacratorio e liberatorio, avevano preso spunto da questo fatto per sostenere che è il solito casino e che avrebbero, da ora in poi, buttata la spazzatura in mezzo alla strada perchè, era la stessa cosa; in subordine c’era chi sostenevache  si sarebbero rifiutati di accettare la consegna dei contenitori. Mi sono permesso di dire che, qualunque fossero i fatti, il problema della raccolta differenziata è una scelta positiva,  che doveva essere già stata fatta da tempo e che ci allineava, una volta tanto, con i paesi più progrediti. Poi ho approfondito il fatto e, come prevedevo, non ci trovavamo difronte ad una scelta di Hera o del comune di Bertinoro all’insaputa dei citttadini ma ad un disservizio che può capitare quando si intraprende una strada nuova e complessa. In tutto questo c’è una morale?, io credo di si, anzi forse anche più di una. La prima considerazione è che la gente è sempre più superficiale nei loro giudizi e che, molto spesso è in buona fede,  ma viene sviata, se non manipolata, da un giornalismo che titola solo per vendere più giornali e da uomini politici  che pur di strappare qualche voto in più sarebbero disposti a denunciare anche anche la propria madre. La seconda considerazione è che ci sono colpe anche di chi opera perchè,  se si mette in piedi un servizio nuovo,  questo deve essere più monitorato e la responsabilità non può fare capo solo all’ultima ruota del carro che in questo caso è la cooperativa sociale che, materialmente movimenta la spazzatura. Per quanto riguarda poi la eventuale maggiorazione delle tasse sulla raccolta per le famiglie e per le imprese,  penso che l’argomento debba essere approfondito di più e la soluzione deve avere un  carattere politico/amministrativo e non solo economico come è chiamata a fare l’HERA, che è quotata in borsa con tutto quello che ne consegue. Tutto questo nella speranza che di disguido si debba parlare, perchè, se la cosa fosse diversa, gli interessati dovrebbero intervenire immediatamente e riprestinare le regole chiedendo scusa ai cittadini. Infine a quei soloni da bar dello sport vorrei dire che non sempre la spazzatura  alberga solo nei cassonetti dell’immondizia ma anche in parti anatomiche nobili deputate al ragionamento.

Pensieri brevi (18)- Forlì, oltre ai commercianti ha anche l’opposizione che si merita.

Abbiamo già parlato nel Post Pensieri brevi n.17 di che cosa ne pensiamo dei commercianti forlivesi e delle loro associazioni; ora vorrei parlare, per una volta, del modo di fare opposizione politica da parte delle minoranze e di altri soggetti nei confronti della maggioranza che governa la nostra città di Forlì da diversi decenni. Per fare questo lo spunto mi è arrivato leggendo IL RESTO DEL CARLINO del 14/ottobre/2010. Gli inserti presi in considerazione sono nell’ordine: un articolo a piena pagina con relativa foto del capogruppo della minoranza in consiglio comunale Alessandro Rondoni che in posa e con un atteggiamento da trofeo di caccia grossa, attorniato da altri a me sconosciuti, indica con un sorriso compiacente un punto del marciapiede del Viale della libertà nel quale, presumibilmente, in passato c’era un albero, e ora, pe motivi sconosciuti ai più c’è della nuda terrra. L’altro inserto, che mi sembra la solita velina ai giornali, una specie di “non ti scordar di me, di un certo Sig. Alessandro Tuppolano( onsigliere del quartiere Cotogni e dirigente della Lega Consumatori?) che fa un lungo elenco delle presunte inadempienze dell’attuale Amministrazione pubblica finendo col dire che niente è stato fatto per il guano dei piccioni ; in pratica affferma: troppa attenzione per la cultura e poca per la cacca dei piccioni. Ora capite perchè non riesco a rinunciare a scrivere questo blog. Non dico che gli argomenti di arredo urbano e di decoro non abbiano un fondo di verità ma, come in tutte le cose della vita,  ho imparatto che nulla è tutto bianco o tutto nero. Purtroppo non riesco a rassegnarmi al modo attuale di fare politica o di valutare la cosa pubblica; in sintesi noto che da alcuni decenni invece di cercare di alzare il livello del dibattito politico, si è instaurato un bieco opportunismo con il miraggio di spiluccare qualche voto a destra o a sinistra. Non mi interessa in questa sede dare attestati di capacità o incapacità a nessuno sia esso appartenente alla maggioranza che alla minoranza, io  esprimo solo opinioni personali, e sollecito, per quel che si può, a tenere il più possibile alto il livello culturale del confronto politico, anche se aspro. Se ciò non avvenisse si dovrebbe dedurre che il vero problema non sono le buche nelle strade ma quelle nella testa dei politici. Tra rondoni e piccioni ……………………….. .

Pensieri brevi (17)- Forlì, una città che ha i commercianti che si merita.

Io credevo che in quanto a visione unilaterale dei problemi questa società e questa politica avessero toccato il fondo, ma evidentaemente, mi sono sbagliato. Sfogliando la cronaca forlivese del Resto del Carlino, di Sabato 9- ottobre,  sono trafelato e anche un pò arrabbiato leggendo la proposta del rappresentante della Conferesercenti Mario Zecchini. Ancora una volta sul problema del commercio ci troviamo difronte ad una  analisi settoriale e parziale, nel tentativo di creare una lobby casereccia,  come spesso è accaduto in questi anni. Fino ad ora protagonista era stato la Confcommercio che in vari frangenti aveva usato politicamente i problemi dei propri associati nel tentativo di strumentalizzarli in favore della sua area poltica di riferimento, che è senza dubbio il Centro Destra. Ora la locuzione latina “pecunia non olet” (il denaro non puzza) è diventato bipartisan sul piano associativo; ogni mezzo è lecito, anche quello di cercare di piegare alla propria volontà l’amministrazione pubblica organizzando le proprie truppe e mandandole all’assalto. Ma veniamo alla proposta concreta fatta da Zecchini che con una faccia tosta senza precedenti ha affermato: “SI DOVREBBERO TOGLIERE PANCHINE E AIUOLE SOTTO IL MONUMENTTO DI SAFFI”così riusciamo a concentrare di più i banchi degli ambulanti, facendo di conseguenza maggiore massa critica che è quello che ci manca. Avete capito bene? lui e i suoi associati sarebbero disposti a fare scempio di uno storico arredo urbano pur di avere 3 o 4 banchi in più di ambulanti in Piazza Safffi. A mio aprere è un logica aberrante di vedere le cose, nella quale il 99% e passa dei cittadini dovrebbe soggiacere alla volontà di 4 o 5 ambulanti in più. Spero proprio che l’assessore al commercio quando si dovrà incontrare con questi signori si porti dietro un bel termometro per vedere se tutto ciò è solo,  il frutto di una passeggera febbre da cavallo. Oppure dovremo avvalorare la tesi,  in voga nei salotti buoni forlivese,  sulla

 

Foto non casuale di Piazza Saffi con panchine e aiuole

 

 

Disegno del 1801 che riprende piazza Aurelio Saffi (allora Piazza Maggiore) vista da San Mercuriale

 

sistematica occupazione delle panchine da parte degli estracomunitari: così forse si è è pensato di prendere i classici due piccioni con una fava. Di questo passo, siccome si sà,  se uno la spara grossa il concorrente la deve sparare anora più grossa, ho paura che la Confcommercio avanzerà la proposta di spostare S. Mercuriale e raddoppiare così il numero degli ambulanti in più. Da ragazzo mi hanno insegnato che prima di parlare sarebbe opportuna contare fino a dieci: sarebbe questa una buona regola che consigliamo a Zecchini. In conclusione una considerazione gratuita per gli amministratori: è vero che vi pagano, chi molto e chi poco, per ascoltare tutti, ma in questo caso vi ci vuole proprio una bella indennità speciale.

Andate a quel paese e, se potete, restateci.

Non so quanti se ne siano accorti,ma da circa più di un mese non passa giorno che le pagine del giornale LA VOCE eIL RESTO DEL CARLINO,edizione forlivese,non dedicano mezze pagine,oppure, l’intera rubrica “lettere al direttore”, a quello che sembra l’unica cosa che a Forlì interessi al Centro Destra: l’albero di natale in piazza Saffi e i crocefissi ovunque sia possibile appenderli. Leggi l’articolo completo