
Salve, questa estate sono accadute alcune cose sul piano politico ma, per ora, sembra più il teatrino della vecchia o nuova politica, quindi rimandiamo ad altra occasione quando le cose saranno più chiare. Per questo motivo preferisco occuparmi di un aspetto di custume che si sta diffondendo a tutte le latitudini del nostro paese. L’argomento non sarà molto accattivante ma è significativo di un modello di società che tende sempre più a spettacolarizzare tutto, compresa la morte in tutti i suoi riti con particolare riferimento al funerale. Una volta si moriva circondati dall’affetto dei propri cari, dagli amici e da qualche conoscente di famiglia. Il silenzio e la riservatezza erano la regola, il mesto corteo funebre verso il cimitero, ecc. Ora non più la tendenza di oggi è fare l’ultimo viaggio in tecnicolor da traformare il più possibile in un evento. Si è passati dall’antico cocchio al carro funebre mercedes, dalla vecchia banda, un pò raccogliticcia nella giornata lavorativa, alla musica di tendenza, il tutto alla ricerca di una regia spettacolare nella quale i soggetti interessati ( meno il deceduto naturalmente) giocano la loro parte. Ad esempio una delle abitudini più consuete, sopratutto se c’è la televisione, è quella degli applausi all’uscita della chiesa, come se tutti fossero stati degli eroi immolatisi in vita al bene comune . Tutto ciò anche quando ci troviamo difronte ad una povera esistenza finita in malo modo oppure a politici, imprenditori,personaggi mondani o gente di spettacolo che non hanno fatto altro che il loro mestiere, per non dire il loro proprio tornaconto e niente più. La chiesa poi sa come aggraziarsi la benevolenza dei presenti con orazioni funebri nelle quali tutti diventano santi e pieni di virtù anche se in vita erano stati dei veri e propri cialtroni. Oggi ai funerali si vede di tutto, sfilate di motori roboanti se il defunto era un appasionato di motori, cavalli arrembanti se amante dei cavalli, musica Rock, fotografie a più moduli nei giornali, associaziopni noprofit con il nome del dipartito ecc.Insomma una grande Kermesse che fà rimpiangere quelle vecchie beghine che con aria mesta snoccilavano tra le dita il rosario davanti alla bara del defunto. E’ vero quella che manca è la cosa più semplice, l’umana pietà, la riservatezza, il raccoglimento; quanto mi piacerebbe che il, protagonista, come un ultimo estremo atto, quasi come uno sberleffo, scoppiasse in una sonora risata e concludesse con un salutare “ma vaffa !!!!! “. Detto questo, al bando i cattivi pensieri, e vi prometto che in una delle prossime occasioni ci occuperemo di un altro grande evento, ricco di nuove sfaccettature, il matrimonio.
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