Ovvero capisco, ma vorrei non aver capito.
E’ questo il mio stato d’animo guardando, da cittadino europeo, a quello che sta accadendo il Libia e in Nordafrica e l’insipienza, l’incapacità e la pochezza che ancora una volta l’Europa dimostra quandi si parla di politica estera. Non è sufficiente dare la colpa al fatto che l’Europa è stata costruita sul piano economico ( giudizio già molto genroso) e non come entità politica unitaria.
Vorrei, in poche righe esternare il mio stato d’animo sulla inconsistenza del nostro ruolo politico mentre in altre parti del mondo e in particolare nelle sponda sud del nostro mediterraneo si fa la storia con milioni e milioni di persone che si giocano il loro avvenire mettendo in gioco tutto, compreso la loro vita.
In quasi tutto il nostro vecchio continente sta governando il centro destra e ci saremmo aspettati una certa politica estera decisionista e aggressiva.
E invece no, quello che emerge, fino ad ora, è un pressochè totale stato di immobilismo, degradante per la nostra casa europea e caretterizzato da un ammasso informe di opportunismi che si intreccino tra di loro e impediscono qualsiasi posizione chiara nel merito.
Andiamo per ordine.

Silvio Berlusconi
Cominciamo con Berlusconi e il governo italiano.
In parte ne abbiamo accennato nel post precedente a questo.
Il suo non essere capace o non voler distinguere tra opportunismo personale ( volgarmente affari ) e una visone strampalata di che cosa significa politica estera l’hanno portato, ad esempio nei confronti di Gheddafi, prima ad un silenzio assoluto e poi ad un tentativo di manipolazione della vicenda. Infatti vedrete, c’è da scommetterci che alla fine, in maniera spudorata, comunque vada a finire, cercherà di prendersi il merito di tutto solo perchè ha ieri detto di aver parlato per telefono con il dittatore libico.
Sul piano governativo italiano va poi messo in conto il ministro degli esteri Frattini che è tanto vuoto di idee per quanto strafottente.
Il ministro è uno di quei politici italiani che non riesce a vedere oltre il proprio cortile di casa. Vuoto, inconsistente,vacuo, scontato, pusillanime e molto altro.
Ma veniamo ai cosidetti grandi d’Europa.
Come tutti sappiamo degni di nota e che contano qualcosa nella politica estera europea ci sono praticamnete solo Sarkozy e la Merkel.

Nicolas Sarkozy-
Cominciamo da Sarkozy.
Gli interessi francesi nel nordafrica sono sempre stati importanti, ma ciò non ha impedito a questo filglio indegno della Rivoluzione Francese di tenere un profilo estremamente insignificante rispetto a quello che sta accadendo.
Il sig. Sarkozy e consorte, ultimamente convertitasi alla destra, impegnati ad alimentare il solito gossip per i beccaccioni di turno, si sono limitati a stare rigorosamente zitti cercando di eliminare, facendo una pura operazione di machiage, dai siti ufficiali, quelle foto compromettenti, che li vedevano immortalati assieme a quei dittatori che ora sono o stanno per essere scalzati dal potere.
A poco importa se per quelle genti del nordafrica, quello che stanno facendo. equivale a quello che hanno fatto i Francesi con la rivoluzione della fine del ’700.

Angela Merkel.
Ma veniamo alla Merkel, nota sopratutto perchè appena apre bocca crollano le borse in tutta europa, isole comprese.
Da non credere.
Questi tedeschi , saranno anche una grande risorsa per la nostra riviera romagnola, ma sono anche una grande delusione.
Hanno la pretesa di guidare economicamnete e politicamente l’Europa ma poi non ne sono capaci.
Sembra proprio che sia nel loro DNA, ci hanno provato una volta con Hitler e sono rimasti scottati, ed ora vorrebbero, ma non possono perchè manca a loro la capacità e , se vogliamo, la fantasia per prendere per mano questa Europa sonnolente, parruccona e godereccia.
Ma torniamo al merito; la domanda è: che cosa ha fatto la Merkel per contribuire a delineare una politica estera chiara su quello che sta accadendo in questi giorni?, niente.
Si è solo limitata a dire :” siamo disposti ad aumnetare le sanzioni”.
Un po’ poco vero?.
Siccome sono un tipo sanguigno, per quello che può contare , mi verrebbe di mandarla a quel paese, ma sono anche un uomo rispettoso delle signore e quindi, in maniera amorevole, la manderei volentieri a fare la calzetta.
Non sono questi i tipi di donne che servono per rifondare la politica.
La sua presunta durezza è un mito quanto la sua poca lungimiranza nella visione startegica del ruolo dell’Europa.
In conclusione vorrei dire che, in un post precedente a questo, sostenevo che dopo il riscatto delle popolazione del nordafrica solo l’Italia era rimasta supinamente a convivere con il degrado economico e morale, senza ribellarsi; per questo avevo affernato che l’Africa ora eravamo noi.

Da vecchia Europa a vecchia Africa.
Mi sono sbagliato per difetto, è l’intera Europa, andando avanti così, che si dovrà chiamare “vecchia Africa”; sperando che i popoli africani affrancati non si offendano.
Chissà forse un giorno anche da noi ci sarà un dittatorello che bombarderà le nostre piazze piene di gente che reclamano i loro diritti.
Allora dovremo ricominciare a fare tutto da capo.