Pensieri brevi (43)- Nel concetto di Patria e Nazione destra e sinistra si sono avvicendate.

Il Presidente Giorgio Napolitano ai festeggiamenti del 150° dell'unità d'Italia.

La maggioranza della sinistra italiana non avrebbe mai pensato di prendere in mano la bandiera italiana e sventolarla per onorare il 150° dell’unità d’Italia.
Prima, ai tempi del vecchio PCI, negli anni del dopoguerra e fino agli anni ottanta quello che contava, per la sinistra italiana e in parte europea,  era l’internazionalismo e i singoli stati erano considerati molto spesso come stati oppressori anche se non totalitari.
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Pensieri brevi (42)- Se anche i “PATACCARI” napoletani fanno professione di razzismo.

Un intraprendente truffatore napoletano tenta di rifilare ad un extracomunitario algerino la solita patacca consistente in un pacco che,  invece di un cellulare ultima moda, conteneva un banale pezzo di sapone.
E’ accaduto a Forlì, in viale Matteotti.
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Pensieri brevi (41)-Ferrara dopo il tg1 come Enzo Biagi?; è come averlo fatto morire una seconda volta.

Giuliano Ferrara.

Ci sono cose che non fanno minimamente riflettere una opinione pubblica disattenta e che invece sono, a mio parere, di una gravità inaudita.
Che il giornalista Ferrara faccia una trasmissione subito dopo il TG1 fa parte di quella opera di smantellamento e di banalizzazione della Rai pubblica che continua imperterrita nella  sua volontà di autodistruzione a vantaggio di chi sappiamo.
E fin qui ,anche se a malincuore, possiamo ingoiarlo, visto che nella vita dobbiamo accettare anche le disgrazie, questa possiamo archiviarlacome tale.
Ma che si faccia riferimento alla vecchia trasmissione di Enzo Biagi, questo è un insulto che la gente non dovrebbe subire.
La statura intellettuale, professionale e di obbiettività di un grande giornalista quale è stato Biagi, non può essere messa nel tritacarne della falsa e strumentale informazione di oggi,  alla quale tutti dobbiamo sottostare.
Ferrara, come voi sapete, non è uno di primo pelo ,al quale va data una chance per vedere se è un buon giornalista,  ma è un propagandista che gli piace, a volte, giocare di sponda, a seconda del momento politico.
Come non ignorare la sua arroganza e tracotanza e, se vogliamo, anche la rozzezza strumentale con la quale si è cimentato in passato sia sulla Rai che sulla 7.
Un personaggio che ha avuto incarichi diretti in un ministero e che ha fatto per mestiere il GUASTATORE DELL’OPINIONE PUBBLICA, a nome e per conto di un capo di stato come Berlusconi, non può essere contrabbandato come opinionista.
Io già me lo vedo sbuffante e sudaticcio che si erge a difesa delle operazioni più nefaste di questo governo.
Tutto ciò sarà anche lo specchio dei tempi,  nei quali tende sempre a prevalere il peggio,  ma è difficile rassegnarsi.
Purtroppo per l’attuale dirigenza della Rai e per questo governo i conti torneranno in tutti i modi.
Infatti, se la trasmissione in termini  di ascolti, fallisse e si trasfornasse quindi in una delle tante sconfitte della TV pubblica  di questi ultimi tempi,  non sarebbe altro che un altro tassello verso la sotanziale sua demolizione.
Se gli ascolti reggessero, vincerà la disinformazione e il non giornalismo e……………..buona notte a tutti.
Forse vi sembrerà pura retorica o eccesso di pessimismo, ma sapete quale sarà il modello che Ferrara vorrebbe tenere nella impostazione della trasmissione? RADIO LONDRA. E poi dicono che è maleducazione toccarsi le palle.
Dovrà prima o poi passare questa nottata, che ne dite?.

Pensieri brevi(40)- non capisco, non capisco, non capisco……… .

Ovvero capisco, ma vorrei non aver capito.
E’ questo il mio stato d’animo guardando, da cittadino europeo, a quello che sta accadendo il Libia e in Nordafrica e l’insipienza, l’incapacità e la pochezza che ancora una volta l’Europa dimostra quandi si parla di politica estera. Non è sufficiente dare la colpa al fatto che l’Europa è stata  costruita sul piano economico ( giudizio già molto genroso) e non come entità politica unitaria.
Vorrei, in poche righe esternare il mio stato d’animo sulla inconsistenza del nostro ruolo politico mentre in altre parti del mondo e in particolare nelle sponda sud del nostro mediterraneo si fa la storia con milioni e milioni di persone che si giocano il loro avvenire mettendo in gioco tutto, compreso la loro vita.
In quasi tutto il nostro vecchio continente sta governando il centro destra e ci saremmo aspettati una certa politica estera decisionista e aggressiva.
E invece no, quello che emerge, fino ad ora, è un pressochè totale stato di immobilismo, degradante per la nostra casa europea e caretterizzato da un ammasso informe di opportunismi che si intreccino tra di loro e impediscono qualsiasi posizione chiara nel merito.
Andiamo per ordine.

Silvio Berlusconi

Cominciamo con Berlusconi e il governo italiano.
In parte ne abbiamo accennato nel post precedente a questo.
Il suo non essere capace o non voler distinguere tra opportunismo personale ( volgarmente affari ) e una visone strampalata di che cosa significa politica estera l’hanno portato, ad esempio nei confronti di Gheddafi, prima ad un silenzio assoluto e poi ad un tentativo di manipolazione della vicenda. Infatti vedrete, c’è da scommetterci che alla fine, in maniera spudorata, comunque vada a finire,  cercherà di prendersi il merito di tutto solo perchè ha ieri detto di aver parlato per telefono con il dittatore libico.
Sul piano governativo italiano va poi messo in conto il ministro degli esteri Frattini che è tanto vuoto di idee per quanto strafottente.
Il ministro è uno di quei politici italiani che non riesce a vedere oltre il proprio cortile di casa. Vuoto, inconsistente,vacuo, scontato, pusillanime e molto altro.
Ma veniamo ai cosidetti grandi d’Europa.
Come tutti sappiamo degni di nota e che contano qualcosa nella politica estera europea ci sono praticamnete solo Sarkozy e la Merkel.

Nicolas Sarkozy-

Cominciamo da Sarkozy.
Gli interessi francesi nel nordafrica sono sempre stati importanti, ma ciò non ha impedito a questo filglio indegno della Rivoluzione Francese  di tenere un profilo estremamente insignificante rispetto a quello che sta accadendo.
Il sig. Sarkozy e consorte, ultimamente convertitasi alla destra, impegnati ad alimentare il solito gossip per i beccaccioni di turno, si sono limitati a stare rigorosamente zitti cercando di eliminare, facendo una pura operazione di machiage, dai siti ufficiali, quelle foto compromettenti, che li vedevano immortalati assieme a quei dittatori che ora sono o stanno per essere scalzati dal potere.
A poco importa se per quelle genti del nordafrica,  quello che stanno facendo.  equivale a quello che hanno fatto i Francesi con la rivoluzione della fine del ’700.

Angela Merkel.

Ma veniamo alla Merkel, nota sopratutto perchè appena apre bocca crollano le borse in tutta europa, isole comprese.
Da non credere.
Questi tedeschi , saranno anche una grande risorsa per la nostra riviera romagnola, ma sono anche una grande delusione.
Hanno la pretesa di guidare economicamnete e politicamente l’Europa ma poi non ne sono capaci.
Sembra proprio che sia nel loro DNA, ci hanno provato una volta con Hitler e sono rimasti scottati, ed ora vorrebbero, ma non possono perchè manca a loro la capacità e , se vogliamo, la fantasia per prendere per mano questa Europa sonnolente, parruccona e godereccia.
Ma torniamo al merito; la domanda è: che cosa ha fatto la Merkel per contribuire a delineare una politica estera chiara su quello che sta accadendo in questi giorni?, niente.
Si è solo limitata a dire :” siamo disposti ad aumnetare le sanzioni”.
Un po’ poco vero?.
Siccome sono un tipo sanguigno,  per quello che può contare , mi verrebbe di mandarla a quel paese, ma sono anche un uomo rispettoso delle signore e quindi, in maniera amorevole,  la manderei volentieri a fare la calzetta.
Non sono questi i tipi di donne che servono per rifondare la politica.
La sua presunta durezza è un mito quanto la sua poca lungimiranza nella visione startegica del ruolo dell’Europa.
In conclusione vorrei dire che, in un post precedente a questo, sostenevo che dopo il riscatto delle popolazione del nordafrica solo l’Italia era rimasta supinamente a convivere con il degrado economico e morale, senza ribellarsi; per questo avevo affernato che l’Africa ora eravamo noi.

Da vecchia Europa a vecchia Africa.

Mi sono sbagliato per difetto, è l’intera Europa, andando avanti così, che si dovrà chiamare “vecchia Africa”; sperando che i popoli africani affrancati non si offendano.
Chissà forse un giorno anche da noi ci sarà un dittatorello che bombarderà le nostre piazze piene di gente che reclamano i loro diritti.
Allora dovremo ricominciare a fare tutto da capo.

Pensieri brevi (39)-Dimmi chi sono i tuoi amici e ti dirò chi sei.

Berlusconi e Bush al ranch in Texas

E’ supefluo,  penso scontato per tutti, che per farsi una idea di una persona che non conosciamo direttamente,  è molto importante scoprire il tipo di amicizie che frequenta.
Infatti sappiamo che è decisivo nelle amicizie durature scoprire reciprocamente di avere cose e modi di pensare comuni.
Se vogliamo quindi portare all’estremo questo tipo di ragionamento e se la buttiamo in politica risultano  molto interessanti e particolarmente significative le amicizie del nostro Presidente del Consiglio Berlusconi.
A nessuno sarà certamente sfuggito il modo volutamente informale con il quale Berlusconi ha tenuto e tiene i rapporti con alcuni capi di stato.

Visita di Putin a villa certosa.

Tra capi di stato, se non altro per il ruolo istituzionale che si ricopre, ci si aspetta un rapporto un po’ ingessato, comunque improntato ad una certa sobrietà.
Non è il caso del nostro capo di governo che con alcuni suoi colleghi si comporta in maniera più che amichevole, come se fossero dei veri e propri compagni di merende.
A noi non ci deve interessare il metodo di tenere i rapporti,  ma la scelta di previlegiare certi intelocutori, anche a scapito di altri.
Se fate mente locale in quasi 15 anni di governo ininterrotti,  Berlusconi ha scelto di stabilire rapporti previlegiati, non tanto con capi di stato dell’Unione Europea, ma con interlocutori del tutto diversi, in qualche frangente addirittura ostili.

Berlusconi bacia le mani a gheddafi.

Questi capi di stato sono stati  tre: Bush, Putin, Gheddafi.
Tutta gente che non sono certamente campioni di democrazia o rispettosi della verità.
Gente che ha governato con un certo stile e in contesti diversi.
I loro minimo comune denominatore, non a caso, è stato la spregiudicatezza nel trattare le questioni interne ed esterne ai loro stati.
Andiamo per ordine. Leggi l’articolo completo

Pensieri brevi (38).La riforma dell’art.41 della costituzione è un problema inventato dal governo per nascondere il proprio fallimento.

Avrete capito che, questo governo, quando si trova in difficoltà e intende sviare l’attenzione della gente dai reali problemi prende cappello e comincia a parlare di riforme della Costituzione.
E’ curioso perchè,  quanto più è povero nei numeri del Parlamento,  più è animato dal sacro furore di fare della Costituzione carta straccia.
In questi giorni oggetto dei suoi strali è l’art. 41.
Per cercare di fare capire a tutti di che cosa stiamo parlando ed essere il più chiari possibile diciamo che l’art.41 recita in questo modo: ” L’iniziativa economica privata è libera (primo comma) Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. (secondo comma) La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. (terzo comma)”. Leggi l’articolo completo

Pensieri brevi (37)- Ora l’Africa siamo diventati noi italiani.

Quello che è accaduto in Tunisia e che sta accadendo in Egitto ci deve dare da pensare.
Che nel mondo arabo o asiatico ci fossero, in diverse situazioni, deficit di democrazia credo sia noto a tutti.
Dittatori, false democrazie e governi confessionali islamici sono stati per decenni le forme stato più gettonate, costrigendo quei cittadini a confrontarsi duramente con la realtà.
Quelle popolazioni hanno pagato, quasi sempre,  a caro prezzo il riscatto dal colonialismo dell’800.
Ora sembra che vogliano girare pagina, o almeno, ci vogliono provare.
Quello che è accaduto nei giorni passati in Tunisia e, ora, in Egitto ne è la prova. Leggi l’articolo completo