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Pensieri brevi (14)- Prove generali di MINCULPOP in salsa padana.


Durante il fascismo nel 1937, come tutti sanno, o dovrebbero sapere, fu costituito il ministero della cultura popolare ( Minculpop ) con il duplice compito di controllare la stampa e fare propaganda per il regime.
Nel vedere in TV l’altro giorno un servizio di inaugurazione di una scuola ad Adro, in provincia di Brescia, mi è venuto in mente questo evento avvenuto circa settanta anni fà.
In poche parole, la senzazione è stata quella di essere passati dai piccoli balilla con fucile di legno e moschetto alle camicie verdi e all’uso della simbolia leghista profusa a piene mani.
Infatti l’amministrazione leghista del posto stava inaugurando una scuola piena zeppa del suo simbolo di partito dopo averla intitolata all’ideologo della lega Gianfranco Miglio, morto da meno di dieci anni, e quindi con la necessità, tra l’altro, per la intitolazione, di una autorizzazione ministeriale che nessuno ha mai visto.
In tv si notava che il simbolo della lega era ovunque, alle pareti, nei banchi, sul tetto, nei cestini della carta e forse, cosa non verificata, anche stampigliato  nella carta igienica.
In pratica tutto l’armamentario, che si mette in atto, per la inaugurazione di una sezione di partito.
Una cosa di questo genere, a qualsiasi persona, dotata di un minimo di buonsenso, dovrebbe apparire ed essere annoverato come un atto di imbecillità umana, ma, temo, che la cosa sia ben più grave e cioè che ci troviamo difronte ad un altro passo verso il degrado della politica nel nostro paese.
Farsi propaganda, in maniera così plateale e senza remore, a spese delle istituzioni pubbliche, oltre ad essere un segno di dispregio da parte di chi lo fà, infonde l’idea che queste possono essere cosa propria e non patrimonio di tutti come recita la Costituzione.
Che intendano forse questo quando parlano di Costituzione da riformare perchè superata?.
A tal punto non si era mai arrivato, neanche la vecchia DC o il PCI, che assieme raggiungevano 80% del consenso elettorale,  avevano mai minimamente pensato di comportarsi in questo modo.
Ve lo immaginate le scuole pubbliche piene di simboli falce e martello o di scudi crociati?.
La ministra Gelmini che dice?: lei, è sempre sollecità a propagandare false riforme scolastiche e a consigliare ai propri dirigenti regionali di intimare agli insegnati e bidelli di non lamentarsi pena una sonora multa; ma non ha accennato a nessun intervento.
Non c’è da stupirsi, tanto lei dice che tutto va bene anche se l’ OCSE ci colloca al penultimo posto in Europa come investimento nella pubblica istruzione, rispetto al pil prodotto.
Per concludere vorrei ricordare che, nella storia, i cosidetti popoli civili avevano paura delle invasioni barbariche, che spingevano ai confini della nostra civiltà, ora, ci troviamo conquistati da una specie di nuovi barbari moderni che sono  costituiti da questi figuri che credono di essere i nuovi padroni delle nostre istituzioni solo perchè hanno avuto un pò di voti in più in una competizione elettorale.
Per buona fortuna qualcuno di buon senso è rimasto e sta provvedendo a togliere l’iscrizione del proprio figlio da quella scuola di propaganda di partito.
Meditate gente, meditate.

Pensieri brevi(11)- Incredibile, stanno smantellando a pezzi la scuola pubblica e se un professore, un maestro o un bidello si lamenta, rischia la sospensione e una multa pari ad una mensilità.

Mi riferisco alla circolare che l’ufficio regionale scolastico dell’Emilia Romagna ha diramato in questi giorni. In pratica secondo il testo inviato ai presidi i dipendenti della scuola non devono criticare le decisioni che ai vari livelli sono state prese, pena una serie reprimende che possono arrivare anche alla sospensione di un mese con relativo mancato pagamento dello stipendio. In questo periodo tra ladri di stato, cricche di vario genere , tentativi di imbavagliare magistratura e informazione e altre amenità, di cui vi risparmio l’elenco, questo proprio non ci mancava. Da oltre 50 anni, da dopo il regime fascista,  circolari/veline così concepite da regime tipo minculpop non se ne registravano; tanto più grave in un settore, quale quello della cultura, che dovrebbe essere particolarmente al riparo da concezioni così arretrate della democrazia. Una concezione ottocentesca che la dice lunga di come è  sempre stato il rapporto tra la destra italiana e la cultura in Italia. Neanche il più bieco e arretrato padrone era fortunatamente arrivato a tanto. E gli italiani ? c’è da chiedersi se abbiano rimasto ancora un briciolo di dignità e intelligenza sociale perchè, sicuramente, tutto ciò, molto probabilmente, non li distrarrà dai loro passatempi preferiti che sono nell’ordine, rincoglionirsi davanti alla televisioni di regime, sparare bordate indistintamente su tutto quello che è in odore di pubblico, il tutto condito da un sano razzismo che non guasta mai e altre amenità del genere, con le quali trascorrono le loro giornate caratterizzate da una esistenza, succube e da omuncoli.
Io credo che la richiesta di dimissioni del zelante, a dir poco, funzionario scolastico sia il meno che si dovrebbero chiedere, ma state pur certi che la Gelmini non ci pensa neanche.
Per i contenuti della circolare vi rimando al video che fa parte di questo post.

Pensieri brevi (7)- Alla ministra Gelmini 5 in condotta perchè recidiva in propaganda.

Ennesima sparata ideologica della ministra Gelmini, questa volta in salsa leghista. Si alle graduatorie regionali per il reclutamento degli insegnanti che, come sapete, era una vecchia proposta propagandistica della Lega che questa volta ha avuto il beneplacito anche del governatore Formigoni, anche perchè, male non fà, visto che per lui non votano i siciliani,calabresi, campani, laziali ecc. ma solo quelli rigorosamente lombardi. Risultato: ancora una volta si pretende di cambiare la scuola con la propaganda. Questo sistema delle false riforme lo abbiamo già visto l’estate scorsa con il famoso “maestro unico” che sembrava la panacea di tutti i mali. Chi però non si è accontentato della propaganda e delle comparsate televisive ha capito subito che era una bufala estiva. Infatti come era possibile parlare di “maestro unico” se un insegnante, per legge, non può fare più di 24 ore settimanali fronte ragazzi e gli allievi, invece, fanno dalle 28 alle 32 ore?. La risposta può essere infatti solo quella del “maestro prevalente” che, guarda caso, sono anni che era stato istituito. Altra bufala e la cosidetta riforma delle scuole superiori che non può essere definita tale perchè, in pratica, si è limitata a riordinare le discipline acorpandole per gruppi più o meno omogenei e non è andata oltre. Ora questa nuova prese in giro delle graduatorie regionali, molto probabilmente incostituzionali, non sono altro che un contentino alla lega come supina alleata della maggioranza in un momento di fibrillazione. La domanda che ci dobbiamo fare è la seguente: la scuola sarà migliore dopo questa estemporanea iniziativa e poi siete sicuri che i vostri figli ne abbiano un reale beneficio o invece  sarà l’ennesimo tormentone estivo che riemprirà le cronache dei velinari di turno?.