Poco più di un anno fa il sistema bancario mondiale era sull’orlo di un grande baratro. Gli interventi dei vari Stati hanno poi scongiurato il tutto, mettendo denaro a profusione e tentando di dare, in qualche modo, una regolamentazione sempre più stringente al sistema. Il risultato, ad oggi, è che le regole sono ancora contrastate dai consigli di amministrazione delle banche, che si rifiutano contemporeaneamente di finanziare la cosidetta economia reale, che, a sua volta, stenta a ripartire senzza risorse aggiuntive. Questo il quadro generale; va detto inoltre che, per venire ai problemi di casa nostra, in questi anni di crisi dei sistemi bancari, la cui origine in questo momento non ci interessa approfondire, ci è sempre stato detto che il sistema bancario italiano era più solido, con fondamentali robusti, ricco di denaro dei risparmiatori, volano dell’economia ecc. In quanto a solidità finanziaria, dobbiamo tenere conto degli aumenti significativi di capitale e alla proliferazione di autofinanziamento attraverso l’emissione di obbligazioni; inoltre , anche a causa della rinuncia quasi unanime ai tremonti bond, ritenuti troppo cari, ci vengono una serie di dubbi sulla tanto sbandierata solidità patrimoliale. Tra bilanci in rosso e conduzioni più o meno allegre, se non veri e propri reati finanziari, cominciano ad essere molte le banche, medio piccole, che sono state commissariate da bankitalia. Solo nella nostra area Emiliana Romagnola sono cadute sotto gli strali del governatore Draghi, con relativo commissariamento, nell’ordine, il Credito di Romagna, la Cassa dei Risparmi di Rimini, Ber Banca di Bologna (la banca dei VIP), Sedici banca, poi fuori regione, due banhe calabresi, la BCC di Mantova, il famoso Credito Cooperativo Fiorentino di Verdini (PDL) e altre che ora mi sfugge il nome. La reazione degli interessati, quasi sempre degli amministartori inquisiti, è quella di ribadire di non farsi prendere dal panico, che la banca è solida, che tutto si chiarirà e che tutti devono fare la loro parte ecc, ma nessuno parla di quei poveri correntisti che, non conoscendo le questioni, rischiano l’infarto. E’ vero che in Italia le banche non possono fallire, esiste solo il commissariamento e che i depositi nei conti correnti sono garantiti fino ad un massimo di poco più di 100 mila euro, ma andatelo a spiegare ad una maggioranza di persone che è a digiuno di finanza ( chissà, a proposito, quante liti e rimbrotti nelle famiglie a causa di questo nervosismo). Un altro punto fermo in Romagna è che gratta gratta in queste situazioni viene fuori, quasi sempre, il nome di S. Marino: una vera e propria spina nel fianco come paradiso fiscale casereccio in salsa piadinara. Detto così, sembra uno scherzo, purtroppo non lo è, perchè i commissariamenti creano una immediata ripercussione sull’economia locale e perchè, oltre a dover tener conto che quasi sempre ci troviamo in un contesto già degradato dal punto di vista economico e culturale, i commissari finiscono col chiudere i rubinetti alle imprese che a sua volta entrano in difficoltà per il loro sviluppo. Si deve poi fare i conti con una gestione puramente burocratica della banca commissariata che non tiene in considerazione, per definizione, gli aspetti umani e solidaristici che dovrebbero essere una delle mission di una banca locale, oltre naturalmente a quello di produrre utili. In conclusione un altro mattone delle nostre antiche certezze ” PICCOLO E’ BELLO” si è sbriciolato e all’orizzonte non si vede chi, mattone su mattone, intende costruire qualcosa di nuovo e più giusto.