
Immagini di immigrati da Lampedusa.
E’ sotto gli occhi di tutti che, anche nel nostro paese, ceti poveri intellettualmnete e culturalmente, sono in linea generale, i più razzisti.
Non è che ci sia una statistica a riguardo, ma è la netta sensazione che si ricava uscendo di casa alla mattina.
Sarà, voi direte, una sensazione personale ma questa è l’idea che mi sono fatto in questi giorni, frequentando i luoghi più comuni della mia città.
Va inoltre detto che la città in cui vivo è tradizionalmente considerata di sinistra e viene da tradizioni amministrative di buon, se non ottimo, livello.
La realtà è che, frequentando i bar, supermercati e altri luoghi pubblici si sentono sempre più spesso considerazioni di chiaro stampo razzista che sembrano prese, pari pari, da modelli di informazione televisiva che, giorno dopo giorno, hanno alimentato un clima di paura verso il nuovo e il diverso.
Il risultato riscontrabile è che, nella testa di molti cittadini, sembra sia avvenuto una specie di cortocircuito che ha lasciato in loro solo un egoismo e un egocentrismo sfrenato, una capacità di analisi della realtà ridotta e, nel contempo, una specie di paura ancestrale su tutto quello che non è direttamente governabile di persona.
Una paura, come abbiamo detto, indotta e che non parte da un ragionamento suffragato da dati reali, come ad esempio gli indici di criminalità che sono in calo, ma da preconcetti che sono gli stessi che 40/70/100 anni fa il mondo eveva nei confronti dei nostri emigranti italiani.
Io credo e spero che nessuno abbia voglia di affermare che il grado di criminalità dei nostri compaesani era inferiore a quello degli immigrati che riceviamo in Italia.
Che noi fossimo stati degli immigrati modello, tutto casa e lavoro, è più una favola, al massimo una vaga speranza, che la realtà dei fatti.
I nostri emigranti italiani erano mossi dagli stessi motivi che hanno oggi quelli che vorrebbero venire nel nostro paese o in altri paesi europei e si portano dietro il bene e il male che appartiene ad ogni essere umano da qualsiasi latitudine provenga.
La differenza, sono sempre più convinto, la fa loro buona volontà e la nostra capacità di accoglienza.
Quindi, niente di nuovo sotto il sole.
Se non fosse per il fatto che la materia è entrata nell’alveo della pura speculazione politica, con partiti che cavalcando solo gli aspetti negativi del problema, hanno fatto la loro fortuna politica, gridando all’untore come nella peste di Milano ai tempi dei “Promessi Sposi”.
Questi partiti hanno trovato terreno fertile promuovendo intolleranza e razzismo portando con se fascie di cittadini culturalmente non molto attrezzati.
Hanno fatto presa su questa gente con facili slogan, semplici ma devastanti sul piano del principio.
Chi non si trova daccordo con questa politica primordiale deve prima cercare di capire il perchè, per poi cercare di controbatterla sulla base della proprie capacità.
Fin da giovanissimi e poi da adulti è sempre più necessario dare ai nostri connazionali il senso da dove veniamo, spiegando loro che la storia del mondo è il risultato di continue migrazioni di popoli da un continente all’altro, alla ricerca di una vita meno dura e per creare un nuovo avvenire per i propri discendenti.
Non vengono da noi con l’intento di portare via il pane dalla bocca dei nostri bizzosi figli ma per condividere un avvenire assieme, secondo le regole che la loro nuova società si è dato.
La nostra società, vecchia, egoista e stanca ha bisogno di loro, del loro apporto, pena il nostro inevitabile lento declino, anche questo già visto e verificato nella storia.
A questo spirito educativo dovrebbe dare un contributo importante la scuola pubblica, se non fosse sempre più racchiusa in una marginalità fatta di poca lungimiranza e sempre più scarse risorse.
Si sa, l’ignoranza vuole il suo sfogo, ed è nell’ignoranza che nascono gli odi, le guerre e tutte quelle calamità che affliggono l’umanità.
Questo è quello che sta accadendo nella nostra società, statene certi, uscendo alla mattina da casa, le vostre sensibili orecchie sentiranno commenti sempre più troculenti e spicciativi sui problemi dell’immigrazione, quasi mai sentirete un ragionamento minimamente complesso.
Siamo purtroppo quello che altri hanno voluto che fossimo, il tutto è veramente scoraggiante.
Di questo ha colpe anche la sinistra, anche quella storica, perchè quando aveva il vento in poppa ed era culturalmente egemone ha usato questo potere di influenza non per cercare di costruire un uomo nuovo, moderno e culturalmente attrezzato ma per scagliarlo contro il nemico del momento.
Ora che le ideologie, nelle loro applicazioni pratiche sono morte, la sinistra non sembra più essere in sintonia con il comune sentire della gente, il suo ruolo è stato preso da un ceto politico arrogante, intollerante e individualista che ha l’unica finalità nei soldi e nella gestione del potere.
Questo nuovo potere si comporta come si comportavano una volta i grandi partiti indicando nell’immigrato il nuovo nemico da combattere.
Ora tutti gli uomini di buona volontà devono capire che il razzismo si alimenta nella paura, nell’ignoranza, nell’individualismo e negli scontri etnici e religiosi.
Solo sconfiggendo tutto questo si potranno fare dei passi in avanti verso una società più giusta e comprensiva.
Non è a buon mercato, ognuno di noi deve dare il proprio contributo, dobbiamo controbattere punto su punto e fare valere le nostre ragioni in tutti i luoghi e in tutte le occasioni.
Sono scomparsi nel tempo movimenti e opinioni ben più attrezzate di quella razzista, vedrete che prima o poi ciò accadrà.

