Archivio Mensile: novembre 2010

Pensieri brevi (26)- Tutti gli uomini del Presidente, 1° puntata.

In questa nuova serie di Pensieri Brevi pensiamo di fare cosa gradita ocupandoci degli uomini che circondano  il Presidente del nostro Consiglio di Governo,  con un occhio particolare a ciò che si dice di loro nel Web. Non saranno vere e proprie biografie ma tenderemo a mettere in evidenza alcune loro caratteristiche, non sempre conosciute e quasi mai evidenziate da una stampa sempre più manipolata e compromessa. Il titolo di questa rubrica sarà ” TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE” in omaggio al famoso film che ripercorse le vicende che portarono alle dimissioni il Presidente degli Stati Uniti RICHARD NIXON. Non ci occuperemo del Leader Maximo, Silvio Berlusconi, perchè le sue vicende a noi appaiono sufficientemente dibattute a tutti i livelli. Iniziamo, agganciandoci alla cronaca recente, con il ministro SANDRO BONDI.

Il ministro Sandro Bondi.

BIOGRAFIA UFFICIALE:
WIKIPEDIA
VICENDE LEGATE AL SUO MANDATO DI MINISTRO:
Premio “tarocco” per Michelle Bonev alla Mostra di Venezia. Scandalo Bondi.
Mostra Cinema di Venezia: Bondi attacca tutti.
La RAI finanzia con un milione di euro il film della Bonev, l’amica bulgara di Berlusconi.
Draquila, la Guzzanti e Bondi.
Berlusconi impone un nuovo pene a marte e ……..
Il crollo di pompei e i milioni regalati alle chiese: Bondi sotto accusa.
L’ufficio di collocamento del ministro Bondi.
GOSSIP E NON SOLO.
Sandro bondi, la famiglia e la bella bulgara.
Il poeta. La poesia e lo spirito.
Sandro bondi si separa.
Mio marito: parla ex moglie.
PICCOLE PERLE.
Prima e dopo.
Le citazioni.
IL MINISTRO BONDI E LA SATIRA.

COSA AVRA' VOLUTO DIRE?.

I TAGLI DI BONDI COLPISCONO BASSO.


Rinvenuto il corpo pietrificato dalla lava di Bondi, si salverà?!

SANDRO BONDI DAL VIVO.


ULTIMISSIME.
Il Bondi pianista

Pensieri brevi (25)- La Confindustria di Forlì vola veramente molto basso.

Aeroporto " Ridolfi" di Forlì.

A volte ci sono notizie che sembrano di poco importanza e marginali,  invece rappresentano la cartina di tornasole di un modus operandi o di una volontà che si vorrebbe fare passare in second’ordine perchè non si ha il coraggio  di esplicitarla con l’evidenza che si merita. La notizia è che a Forlì la Confindustria ha fatto la scelta di diminuire la propria partecipazione in SEAF (società di gestione del locale aeroporto Ridolfi) dal poco significante 5% ad un 0,1% che apre una serie di interrogativi e considerazioni. Provo a sentitizzarli per punti:

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Pensieri brevi (24)- I problemi di mafia sono anche sopra il Po.

Non mi stupisce poi così tanto la reazione che il ministro Maroni ha avuto nei confronti di Roberto Saviano, perchè cercare di difendere in tutti i modi il proprio partito dalle affermazioni di vicinanza alla mafia è nella logica di appartenenza, passatemi il termine, un dovere quasi istituzionale. L’antefatto sta nella affermazione che lo scrittore ha fatto, nel programma di Fazio e all’interno di un ragionamento più generale sulle mafie, circa il coinvolgimento di alcuni amministratori della Lega in Lombardia in fatti con sfondo mafioso. Ci sono state indagini, neanche tanto di giornata, che hanno svelato tutto ciò e Saviano non ha fatto altro che richiamarle nel suo intervento. Leggi l’articolo completo

Pensieri brevi (23)- BERLUSCONI, CENTRO DESTRA E GOVERNO: il pesce puzza sempre dalla testa ……ma è la coda che regge la testa.

Di solito, in questo blog, non mi occupo dei problemi generali della politica, preferisco entrare nel merito dell’azione concreta che il governo produce e delle conseguenze che tali azioni hanno nella società. Questa volta è diverso, ci sono concrete possibilità che non ci troviamo difronte al solito teatrino della politica ma ad una vera crisi della coalizione di governo, anche se ancora non formalizzata. Questo governo aveva, il giorno dopo le elezioni, una maggioranza schiacciante sia al senato che alla camera; nonostante ciò, in poco più di due anni, ha sperperato tutto questo vantaggio. E’ emerso quello che questa destra dal 1994 è sempre stata, una coalizione incapace di fare una vera politica ( sia di destra che di centro ) perchè il limite sta nella testa e cioè in Berlusconi. Chiunque segua con un minimo di obbiettività e sia capace di un minimo di analisi critica ha da tempo capito che a lui non interessa la politica in quanto tale ( anzi la critica chiamandosene fuori),  ma i suoi sottoprodotti e cioè gli affari e il potere. La cosa è andata talmente avanti che ha finito con lo svilire tutte quelle energie politiche che pur sono presenti anche nel centro destra costringendole  a sottostare ai suoi metodi, dalla comunicazione politica tutta improntata agli annunci roboanti e privi di contenuti, alle  false riforme   e, sopratutto, alla rinuncia di una vera democrazia interna al partito. Tutto questo,  più la senzazione degli alleati che Berlusconi, per i noti problemi che da sempre ha avuto, difficilmente avrebbe lasciato il proprio ruolo ad altri,  ha fatto accelerare una azione di defenestramento di cui, amio parere, Fini è solo la miccia detonante.
Quindi sarà crisi, lasciamo ai politoligi i vari scenari del come, ma molti, come il sottoscritto,  si chiedono che cosa accadrà se arriveremo a nuove elezioni con Berlusconi ancora a capo del centro destra. La logica direbbe che il centro destra, imperniato su di lui,  non dovrebbe vincere perchè ha dato un pessimo esempio di capacità governativa, pressochè in quasi tutti i settori nevralgici dello stato quali l’economia, il lavoro, la giustizia, l’struzione, la sanità e, non secondario, nei comportamneti privati non degni di un capo di stato. Quindi non ci dovrebbe essere più spazio per lui , da protagonista principale, ma non è detto perchè se anche il pesce puzza dalla testa è la coda ( gli elettori) che lo sostiene.

Pensieri brevi (22)- Franco Califano, ma tutto il resto è veramente noia?

Come certo avete letto o sentito Franco Califano , noto cantante, di anni 72, chiede l’accesso alla legge Bacchelli che garantisce un vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, nell’arte, nello spettacolo e nello sport e che versano in condizione di indigenza. Il cantante sostiene che i 10.000 euro che gli arrivano dalla SIAE ogni 6 mesi non gli sono sufficienti per sopravvivere e che il recente incidente domestico che gli impedisce di fare concerti non gli permette di tirare avanti. Il senatore del PDL Gramazio si è fatto carico del problema e presenterà la proposta al ministro Bondi, attuale ministro dei beni culturali e delle attività culturali, nell’occhio del ciclone per la sua inadeguatezza al ruolo che ricopre, perchè, a suo dire, il Califano ha scritto alcune delle più belle canzoni della storia della musica. Ora io mi riconosco un senso innato di solidarismo del quale difficilmente riesco a farne a meno, ma in questo caso questa faccenda mi lascia,  a dire poco, un pò perplesso. La prima considerazione che mi viene da fare, conoscendo il mondo dello spettacolo di prima mano e per aver avuto rapporti abbastanza stretti per motivi di lavoro, è che l’interessato, nella sua lunga carriera artistica, ha certamente guadagnato tanto denaro che non è nemmeno paragonabile a quello che può aver realizzato un individuo appartenente ad una classe media/agiata. Certamente deve aver sperperato molto nella propria esistenza per essersi ridotto nelle condizioni che lui sostiene. Che cosa dire allore , perdonate la banalità, di un povero pensionato che deve sbarcare il lunario con poco più di 500 euro al mese?.
Io mi chiedo, quale è il tenore di vita al di sotto del quale un individuo può essere considerato indigente?. L’altra considerazione è il cinismo preventivo con il quale chiede aiuto; infatti non chiede aiuto perchè oggi non ha da mangiare ma lo chiede perchè prevede di non averne in un prossimo futuro. Un altra perplessità mi deriva dalle caratteristiche del personaggio; fama da classico sciupafemmine incallito, un pò ergastolano, freqentatatore di ambienti poco raccomandabili,  un personaggio, in conclusione,  che colpisce più forse per l’arretratezza culturale e sociale  oltre che per essere ancorato a una Italia  che da decenni non esiste più. Uno che si vanta di aver avuto 1700 donne, come avrà fatto a tenere il conto?; solo una cultura retrogada come quella del sindaco Alemanno poteva avere il coraggio di indicarlo come l’artista per lo spettacolo dell’8 marzo a Roma. Confesso di non essere attratto neanche dalle sue presunte qualità artistiche comunque non certamente superiori  a molti altri nel panorama dello spettacolo in Italia. Ai suoi sostenitori ( Gramazio, Polverini, Alemanno, PDL, ecc. ) farei una proposta : perchè non ve lo eleggete alle prossime elezioni nelle vostre fila al Senato, tanto, su quello che sta accadendo in questi giorni nel mondo della politica, può essere considerato certamente un esperto.

Pensieri brevi (21)-L’opera di demolizione del tg1 da parte di Minzolini comincia a dare i suoi frutti.

Ci sono delle persone che,  nella loro vita,  si  sono costantemente dedicate a costruire e a creare cose nuove o ha svilupparne altre preesistenti. Non è il caso di Minzolini (detto scodinzolini),  attuale direttore del TG1 della Rai,  che sembra messo lì più per distruggere che per rilanciare il servizio pubblico. Ciò lo si deduce dai dati degli ascolti che sono stati diffusi in questi giorni dallo studio Vidierre relativamente ai TG di informazione. Per farla breve i fatti salienti sono i seguenti:
1)Calo di circa il – 4% degli ascolti al TG1 di Minzolini.
2) Decollo del TG la7 di Enrico Mentana con + 4% di share e realativo raddoppio degli ascolti.
3) Cresce di poco il TG5 +1,30%.
4) Pressochè invariati i dati del TG3.
Sul piano dei contenuti, fa notare lo studio, si registra un calo della qualità dell’informazione da parte del TG1 ( più gossip,  meno politica e sociale) mentre ad esempio il TG7, al contrario, dedica oltre il 30% all’informazione qualificata e politica. Dice Minzolini che la cronaca rosa e bianca è, per quanto riguarda gli ascolti, propedeutica ai contenuti importanti; la domanda,  come si diceva una volta, sorge spontanea: ma chi l’ha detto che per fare buona informazione prima bisogna farne di cattiva,  nella vana speranza di catturare qualche ascolto in più e  in una televisione i cui connotati di servizio pubblico,  sono chiari e fuori discussione?. Veniamo ora alla reazione di Minzolini difronte a questi dati. Dice l’interessato: abbiamo sofferto i SIMPSON e l’escalation del superenalotto. Ora voi tutti capite che se il direttore del telegiornale della rete ammiraglia della Rai si giustifica in questo modo,  così a dir poco puerile e riesce a trasformare in poco tempo una Ferrari in una 500, le conclusioni da trarre sono che,  l’opera di demolizione alla quale era stato demendato,  comincia a dare isuoi frutti. Per fare tutto ciò ha sollevato dagli incarichi tutti e tre i conduttori dei TG1 ( mattino, pomeriggio e sera); chi non si ricorda Tiziana Ferrario costretta a dimettersi perchè si stava minando anche quel minimo di imparzialità rispetto al potere esecutivo?. Naturalmente gli ascoltatori l’hanno capito e al surrogato preferiscono l’originale,  il TG5. La conclusione è che purtroppo siamo alle solite ed è una vecchia storia; chi comanda non vuole critiche,  sogna folle osannanti, pensa e agisce come ” un uomo solo al comando” e  la prima cosa che di solito fà è eliminare o screditare tutto quello che non può controllare direttamente e totalmente, siano essi informazione, sanità o scuola pubblica. Il risultato è, che in l’Italia, è continuamente un mucchio di macerie e, nelle stesso tempo, un continuo immenso cantiere in costruzione.

Pensieri brevi (20)- Festival di Sanremo: non sono solo canzonette.

Giammarco Mazzi -Direttore artistico del Festival di Sanremo

Ho l’impressione, forse qualcosa di più, che una parte degli italiani, appena possono, si dimenticano di fare i conti con il nostro passato. Questa convinzione, non mi è venuta dopo grandi ragionamenti, ma da una serie di piccoli fatti  che, sommati uno all’altro, come certo saprete, fanno una prova;  nel nostro caso una certezza. Mi riferisco alla notizia che è uscita ieri,  con relative polemiche,  sul concorso canoro nazional popolare di  Sanremo. La materia del contendere è quella che, nell’ambito del 150° anniversario dell’unità d’ Italia , i cantanti che partecipano al festival dovranno cantare, oltre alla loro canzone in concorso, anche  una “canzone patriottica” che si richiami allo storico evento. Il conduttore Gianni Morandi, in una intervista, ha illustrato, neanche poi tanto, l’iniziativa e ha affermato che gli piacerebbe che fosse cantata la canzone “Bella ciao” che come canzone è stata legata prima al lavoro ( le mondine) e poi canzone simbolo della Resistenza al Nazifascismo. In un pseudo clima bipartisan, molto in voga in questi tempi, il direttore artistico Giammarco Mazzi come contraltare  propone la canzone Giovinezza, passata alla storia come inno del ventennio, ma che ha avuto, anchessa, natali diversi e cioè come canzone goliardica degli inizi del ’900. Continua Mazzi che, questa compensazione si rende necessaria per non fare discriminazioni e censure. Gli replica Giuseppe Leoni della Lega Nord affermando < non entriamo nel merito di Bella Ciao, ma con il motivo del ventennio si giustifica un momento che agli italiani ha dato solo sofferenze e sangue. Se la potevano risparmiare “giovinezza”, molto meglio  “Va pensiero” che trasmette emozione e commozione>. La prima considerazione che mi viene da fare è che la lega Nord, una volta tanto, invece che sparare cazzate sulla  padania , sul popolo padano, sul dio Po’ ecc., finalmente ha assunto una posizione come si dice da “buon padre di famiglia” e di stampo europeistico, anche se sempre con il vizietto propagandistico. Da professanti secessionisti hanno fatto un passo non da poco. La seconda considerazione la vorrei fare partendo dai contenuti della materia del contendere e cioè delle canzoni. E’ innegabile infatti che Giovinezza è un inno alla guerra e a Mussolini; naturalmente ciò non è colto da chi porta avanti da anni una  sistematica opera reviosinistica della storia nella quale aggressori e aggrediti, pacisti e guerrafondai, torturatori e torturati, sono messi tutti nello stesso piano. Questi, sconfitti dalla ragione e dalla storia vanno dicendo e praticando una specie di  opportunistica equidistanza che non rende merito nè agli uni nè agli altri ma solo a se stessi. A questi si dovrebbe dire che la storia ha sentenziato e, alla lunga, in quella storia tutti si dovranno riconoscere a qualunque schieramento appartengano o abbiano militato sia in passato che nei nostri giorni. Bisogna imparare ha diffidare dagli equilibristi che provengono dalla politica, dalla informazione o come in questo caso dallo spettacolo, a loro non interessano  verità e  veri sentimenti, sono, come si diceva una volta, solo dei cerchiobottisti.